Sulle Dolomiti un nuovo bacino artificiale per l’innevamento delle piste da sci, Degasperi: “Servono più controlli su questi cantieri”
Il bacino idrico servirà per l’innevamento delle piste da sci della zona Belvedere-Col Rodella, Degasperi presenta un’interrogazione: “Chi è stato autorizzato allo svolgimento dei lavori si è impadronito del territorio (pubblico) e lo sta gestendo a suo piacimento”
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CANAZEI. Alle pendici del Sass Pordoi sono entrati in azione gli escavatori per la realizzazione di un nuovo bacino artificiale. Come riportato da Il Dolomiti il bacino idrico servirà per l’innevamento delle piste da sci della zona Belvedere-Col Rodella.
Un lavoro analogo, per la realizzazione di un bacino artificiale, è stato completato in tempi recenti anche sull’altro versante della catena montuosa, quello bellunese dove sorge il Sacrario Germanico del Passo Pordoi. Il cantiere sul versante trentino, dove sono iniziati i lavori di esbosco, al momento non risulta recintato ed è facilmente accessibile anche agli escursionisti.
Ora sulla vicenda interviene anche il consigliere provinciale di Onda, Filippo Degasperi, che punta il dito contro la gestione dei cantieri in quota: “Al di là della insostenibilità delle autorizzazioni, un bosco divelto, una traccia delle condotte che incide il versante, la pesantezza del bacino stesso caratterizzato da un muro in cemento alto 12 metri (parzialmente interrato), è impressionante rilevare come non siano state messe in atto misure di sicurezza negli accessi al cantiere”.
Per delimitare l’area del cantiere sarebbe stato usato esclusivamente del nastro rosso e bianco, ma in questo modo chiunque vi può entrare. “Chi è stato autorizzato allo svolgimento dei lavori – scrive Degasperi nell’interrogazione – si è impadronito del territorio (pubblico) e lo sta gestendo a suo piacimento”. Dopo un sopralluogo il consigliere si domanda come sia stato possibile autorizzare il taglio di alberi e perché i lavori vengano portati avanti “senza prestare minima attenzione all’ambiente naturale circostante”. Da qui la richiesta di effettuare maggiori controlli attraverso i forestali.
“Poco lontano un sentiero storico è stato recentemente trasformato in pista per biker. Sono stati apposti dei cartelli di divieto di transito per pedoni”, per Degasperi è “evidente come il territorio venga ormai utilizzato solo a scopo turistico senza chiedersi se sia opportuno permettere a centinaia di biciclette invadere aree forestali fragili”.













