Troppe speculazioni negli alpeggi, dopo l’allarme sulla “mafia delle malghe” la Pat aumenta i controlli sui pascoli
Aumentano i controlli su malghe e pascoli, l’allerta della Provincia: “Nelle ultime stagioni di alpeggio sono state riscontrate alcune criticità, quasi sempre legate a un utilizzo speculativo delle superfici, con l’assenza di attività di pascolamento delle aree dichiarate”

TRENTO. Fra i primi a lanciare l’allarme era stata l’Unione allevatori della val Rendena che aveva parlato di “mafia delle malghe”, il presidente Manuel Cosi aveva dichiarato: “Il Trentino va preservato dalle speculazioni, alcuni allevatori locali sono stati messi in condizione di non poter più vivere le malghe. Non si può arrivare alla creazione di finti pascoli, o come sono stati definiti ai pascoli di carta, solo per specularci sopra”.
Gli allevatori si riferiscono in particolare al business degli alpeggi legato soprattutto all’uso improprio dei fondi europei per l’agricoltura. Prima della riforma della Pac, la Politica agricola comune del 2006, i premi agli agricoltori venivano dati in base agli ettari coltivati e ai capi di bestiame allevati, ragionando quindi sulla produzione. Dal 2006, invece, i fondi europei si assegnano considerando il mantenimento dei pascoli solo da un punto di vista ambientale e questo avrebbe scatenato un accaparramento da parte di molte grandi aziende della Pianura.
Ora anche la Provincia sembrerebbe aver colto il grido d’allarme di alcuni allevatori dal momento che, su proposta dell’assessora all’agricoltura, foreste, caccia e pesca Giulia Zanotelli, si è deciso di avviare un sistema di controlli per una più equilibrata gestione delle superfici a pascolo.
L’obiettivo è quello di contrastare le speculazioni da parte di quanti guardano ai pascoli come strumento per ottenere i pagamenti diretti previsti dalla Pac impegnandosi solo in minima parte nell’attività di alpeggio. Attraverso un atto di indirizzo è stata prevista la definizione di uno specifico protocollo riguardante la pianificazione e l’esecuzione dei controlli sul bestiame che vede coinvolte l’Azienda provinciale per i servizi sanitari, il Corpo forestale provinciale, l’Agenzia provinciale per i pagamenti e possibilmente anche le Amministrazioni proprietarie dei pascoli. Al termine della stagione di alpeggio, l’esito dei controlli svolti sul territorio provinciale sarà utile alla Giunta per mettere in luce le criticità riscontrate e individuare le soluzioni operative più appropriate.
“Nelle ultime stagioni di alpeggio – si legge in un comunicato – sono state riscontrate alcune criticità, quasi sempre legate a un utilizzo speculativo delle superfici, con l’assenza di attività di pascolamento delle aree dichiarate”. In questo contesto, la Giunta ha ritenuto opportuno intensificare i controlli sugli animali alpeggiati, con particolare riguardo al momento della loro movimentazione per la monticazione, per contrastare efficacemente i tentativi di frode legati a false dichiarazioni sulla consistenza degli animali condotti in quota.


.jpg?itok=4BTyPRNj)










