Ambientalisti ‘occupano’ il ghiacciaio per fermare i lavori della funivia (FOTO): “Lasciamo in pace i ghiacciai”
La manifestazione a 3.400 metri di quota sul ghiacciaio della Girose, in Francia: decine di alpinisti hanno allestito una sorta di campo base, tra tende e striscioni, per manifestare contro i lavori previsti di un nuovo troncone della funivia che, secondo i piani, dovrebbe andare a sostituire uno skilift attualmente presente arrivando fino a quota 3600 metri. Un progetto che, a quanto pare, prevederebbe anche la realizzazione di ristoranti e altre attività turistiche

GAP. “Lasciamo in pace i ghiacciai”. È questo il messaggio che negli scorsi giorni decine di ambientalisti hanno voluto lanciare dal ghiacciaio della Girose, in Francia, dove è stato allestito una sorta di campo base, tra tende e striscioni, per manifestare contro i lavori previsti per la realizzazione di una nuova funivia nell’area, poco al di sopra del paesino di La Grave, nel massiccio des Ècrins.
Una protesta proseguita per giorni e arrivata a ben 3.400 metri di quota, alla quale hanno partecipato diverse associazioni ambientaliste tra le quali Mountain Wilderness Francia e “Le rivolte della terra” (“Soulevmentdelaterre”), protagonista negli ultimi mesi di un braccio di ferro con il governo francese culminato nello scioglimento imposto al movimento da parte del governo francese.
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Sul ghiacciaio della Girose è stata sostanzialmente organizzata un’occupazione con l’allestimento di una zona da difendere (Zad), la più alta d’Europa, contro il progetto di costruzione della nuova sezione di una funivia, che nei piani della società interessata andrebbe a sostituire uno skilift attualmente presente arrivando fino a quota 3600 metri. Progetto che prevedrebbe, a quanto pare, anche la realizzazione di ristoranti e altre attività turistiche nell’area.

Da qui dunque l’invito a “lasciare in pace i ghiacciai”, contro un’idea di turismo alpino e di sfruttamento delle Terre alte (in particolare in una fase di crisi climatica che vede proprio nei corpi glaciali alpini alcuni tra gli ambienti più colpiti in assoluto) sempre più discussa. “Siamo i ghiacciai che si difendono” un altro dei messaggi portati in quota dagli attivisti, che hanno occupato in sostanza gli spazi del cantiere del nuovo collegamento di risalita, dove negli ultimi mesi sono stati trasportati i macchinari necessari per dare il via ai lavori.













