"Bar con 'spiaggia' e discoteca per accontentare turisti festaioli", spaventa il nuovo progetto di Malga Zangola: "Un'invasione senza limiti che va arginata"
Il progetto punta a rinnovare l’offerta della ‘movida’ a Madonna di Campiglio, in una zona "incontaminata". Italia Nostra: "Abbiamo bisogno in Trentino di omologarci alle esigenze della movida a tutti i costi e in tutti gli ambienti, soprattutto se ancora incontaminati? Di portare musica ad alto volume, chiasso e luci cangianti in un contesto alpino? L'invasione non ha più limiti, raggiunge ora anche i luoghi più preziosi sotto l'aspetto naturalistico e paesaggistico, ma deve venire arginata"

PINZOLO. Sta facendo molto discutere il progetto del gruppo “5 Club Mdc”, che prevede il restauro completo di malga della Zangola nella piana di Nambino. La volontà è quella di creare un “bar e aprés ski” con tanto di 'spiaggia' e discoteca in un'area verde di 1.500 metri quadrati: “Un'offesa diretta al cuore di chi la montagna la vive, la sente, la rispetta - commentano dall'associazione ambientalista Italia Nostra -. È un atto di arroganza, teso a sopraffare tutto ciò che la storia del luogo e più in generale la storia della cultura alpina hanno per lungo tempo sedimentato sul territorio”.
Il progetto punta a rinnovare l’offerta della ‘movida’ a Madonna di Campiglio, in una zona “punto di partenza di percorsi che si snodano nella natura incontaminata verso la zona di piccoli laghi alpini – premettono - soffocando e cancellando la specificità di quel sito, pavimentando 1.500 metri quadri di verde per farne una platea denominata ‘spiaggia’, imponendosi sulla malga della Zangola con una ristrutturazione completa e inserendovi una funzione ricettiva orientata a richiamare ‘turisti che non si accontentano’”.
C’è molta indignazione e non usano mezzi termini dall’associazione: “È un progetto che intende aprire una nuova frontiera: la conquista dei luoghi di pace per imporre nuovi codici, sia costruttivi che comportamentali. È l’asservimento ad un concetto di turismo non interessato alla conoscenza del luogo e della sua storia ma che sempre più tende a sovrapporvisi completamente, con le proprie “esigenze”, dettate da gente festaiola che non si accontenta e nemmeno rispetta”.
A sorprendere, non è soltanto il progetto in sé ma anche l’ok dato dalle istituzioni: “Amareggia ancora di più la facilità con cui tali proposte vengono accolte da chi il territorio lo dovrebbe salvaguardare e valorizzare. Ci riferiamo all’Asuc (Amministrazione Separate di Uso Civico), eredità che la millenaria cultura di montagna ci ha tramandato, al fine di una corretta gestione del patrimonio comunitario, al Comune e la Provincia che con l’applicazione delle norme urbanistiche dovrebbero garantire il controllo di uno sviluppo adeguato e rispettoso del paesaggio”.
E concludono da Italia Nostra: “Abbiamo bisogno in Trentino di omologarci alle esigenze della movida a tutti i costi e in tutti gli ambienti, soprattutto se ancora incontaminati? Di portare musica ad alto volume, chiasso, luci cangianti, un nuovo hotel, una ristorazione fast food con hamburger e patatine in un contesto alpino? Non è possibile accettare il sopruso dell’effimero e della superficialità sulla cultura di montagna. L’invasione non ha più limiti, raggiunge ora anche i luoghi più preziosi sotto l’aspetto naturalistico e paesaggistico, ma deve venire arginata”.












