Crisi climatica, gli Enti Montani: ''Serve una riflessione sull'innevamento artificiale. Ha senso investire soldi in nuovi impianti di risalita sotto certe quote?''
Per il presidente dell'Unione Nazionale Comuni Enti Montani: "Fare come abbiamo sempre fatto, bene o male che fosse, su sport invernali, sci e innevamento programmato potrebbe non avere senso di futuro, imbrigliando montagna e turismo in una strategia del passato"

TRENTO. “Una riflessione seria e laica sul futuro dello sci e in particolare sull'innevamento artificiale”. E' quello che chiede Marco Bussone, Presidente nazionale Uncem – Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani alla luce dei cambiamenti climatici che stanno mettendo a dura prova l'intero arco alpino in queste settimane a causa delle temperature elevate a cui stiamo assistendo anche in questi giorni.
“Mi sembra sia necessario – ha spiegato in una nota Bussone - aprire una riflessione sul futuro. Dobbiamo avere una sede chiara per farlo, il Ministero del Turismo, insieme con il Ministero dell’Ambiente”.
Per il presidente dell'Uncem è necessario sedersi attorno ad un tavolo e capire con scienziati ed esperti di climatologia “quanto ha senso investire risorse economiche, statali e regionali, in innevamento artificiale o in nuovi impianti di risalita sotto certe quote altimetriche, in certe valli. Occorre valutare dove e come, oltre demagogia e facili luoghi comuni. Il dramma climatico che stiamo vivendo non lascia scampo”.
Bisogna insomma andare oltre, spiega il presidente, al “si è sempre fatto così” ragionando al di fuori degli schemi che si seguiti fino ad oggi. “Fare come abbiamo sempre fatto, bene o male che fosse, su sport invernali, sci e innevamento programmato potrebbe non avere senso di futuro, imbrigliando montagna e turismo in una strategia del passato. Noi vogliamo stare nel futuro. Senza rischiare di sprecare milioni e milioni di euro per un investimento a perdere nel bel mezzo della tragedia climatica che ancora qualcuno nega”.













