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Belluno
28 giugno | 21:47

Dalla cura dei materiali ai rischi, la 41esima del corso di arrampicata su roccia del Cai: "Più delle tecniche, si impara a conoscere meglio sé stessi e il limite"

L'obiettivo del corso era l’ascesa sulla cima della Gusela, la guglia che dall’alto dei suoi 2.365 metri di altitudine domina e caratterizza Belluno. Il Cai: "In questi quarant’anni si sono formate le persone che hanno reso grande onore all’alpinismo bellunese, una tradizione per noi vitale"

Dalla cura dei materiali ai rischi, la 41esima del corso di arrampicata su roccia del Cai
di Valentina Ciprian

BELLUNO. Gli allievi del corso di arrampicata su roccia del Cai di Belluno alla conquista della Gusela del Vescovà. Si è conclusa così, lo scorso weekend, la 41esima edizione del corso roccia “AR1” organizzato dalla sezione cittadina del Club alpino italiano.


L’obiettivo della due giorni era infatti l’ascesa sulla cima della Gusela, la guglia che dall’alto dei suoi 2.365 metri di altitudine domina Belluno caratterizzando lo scenario che si può ammirare da ogni angolo della città. Si sono conclusi in questo modo tre mesi di lezioni teoriche e pratiche, prima in palestra, poi in falesia, e infine in ambiente: sulle Cinque Torri, sul Falzarego e infine proprio sulla Schiara.


"La Gusela è un luogo simbolo della città di Belluno e non poteva esserci conclusione migliore per il corso, che ha visto la partecipazione di dieci allievi di tutte le età, fra ragazzi e ragazze”, spiega il Cai. Una settimana dopo l’altra, i partecipanti hanno imparato ad avere contezza e cura dei materiali alpinistici e del loro utilizzo in sicurezza, delle tecniche di progressione e di assicurazione, ma anche dei pericoli e dei rischi che si incontrano in montagna e delle metodologie di preparazione, tecnica, fisica e psicologica per iniziare a praticare questa attività.


Mano a mano che il corso prendeva corpo cresceva l’entusiasmo – raccontano allievi e istruttori - in tante settimane di impegno e amicizia. “Forse più importante di aver appreso la tecnica dell’arrampicata, è aver imparato a conoscere meglio me stesso, come gestisco ciò che sento al limite, la tensione, la lucidità: tutte cose che servono tanto nella vita”, confida uno dei partecipanti.


“Il corso roccia ha quarant’anni di storia alle spalle. In questi quarant’anni si sono formate le persone che hanno reso grande onore all’alpinismo bellunese, ed è una tradizione che per noi è di vitale importanza portare avanti, per tramandare ai giovani la magica bellezza delle nostre montagne, e la loro storia” racconta Paolo Barp, presidente del Cai Belluno. “Un grazie di cuore ai tanti istruttori che in questi tre mesi hanno dedicato con passione e dedizione il proprio tempo ad accompagnare gli allievi passo passo fino alla Gusela”, conclude.

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