Ecco come è morto il lupo "Vento": era stato dotato di radiocollare e liberato in montagna
In Italia, in anni recenti, i casi di cimurro sono diventati più frequenti tra i selvatici: la stessa malattia infettiva è costata la vita al lupo “Vento”, un esemplare che era stato dotato di radiocollare

VERONA. È stato il cimurro a uccidere “Vento” il lupo che lo scorso gennaio era stato trovato incastrato fra una pianta e l’argine in cemento di uno dei canali che attraversano l’area di Montorio a Verona. L’animale era bloccato e non riusciva più a risalire.
Per liberarlo era stato necessario l’intervento dei vigili del fuoco. L’esemplare era stato poi dotato di un radiocollare e liberato in montagna. Purtroppo però dopo poche tempo i tecnici si erano accorti che qualcosa non andava: arrivati sul posto per verificare le condizioni di salute del lupo lo avevano rinvenuto morto.
Stando agli esami effettuati dall’Istituto Zooprofilattico delle Venezie l'esemplare è morto a causa del cimurro, una malattia infettiva causata da un virus che colpisce il cane, i canidi selvatici come la volpe o il lupo e altre specie di carnivori. La malattia non si trasmette all’uomo.
Come spiegano gli esperti il virus del cimurro non resiste nell’ambiente esterno, ma si trasmette per contatto diretto. Nel cane questo dà luogo ad una sintomatologia con febbre alta, congiuntivite, dispnea e tosse, vomito e diarrea ed eruzioni cutanee e, infine sintomi neurologici; la mortalità tra i soggetti colpiti è molto alta e può arrivare all’80%.
In Italia, in anni recenti, i casi di cimurro sono diventati più frequenti tra i selvatici. In particolare nel Nordest, si sono verificate con andamento ciclico epidemie di questo virus nella volpe, che hanno coinvolto anche altre specie come il tasso e altri mustelidi.
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