Emissioni abbattute, risparmio energetico, packaging interamente riciclabile e lungimiranza. Da Felicetti la qualità fa rima con sostenibilità
Dal territorio al terreno, Felicetti opera sempre nel massimo rispetto dell’habitat fiemmese con la sfida del biodigestore per la trasformazione di biogas e successivo uso di concime per i terreni agricoli. Riccardo Felicetti: ''Il profondo rispetto per il territorio dove operiamo nasce insieme all’azienda, quando nel 1908 il mio bisnonno Valentino decise di trasformare la durezza della montagna in un’opportunità, cominciando a produrre pasta con acqua di sorgente e aria d’alta quota''

MOLINA DI FIEMME. Sostenibilità, parola e concetto spesso abusato, al punto di essere una definizione banale. Non è però così per quanti abbinano allo sprone della sostenibilità altri stimoli, strategie e considerazioni legate all’etica, pure all’estetica. Lo ha ribadito la famiglia Felicetti, imprenditori dell’omonimo pastificio, vanto di una produzione dolomitica strutturalmente in sintonia con la sostenibilità. O meglio: col concetto di durabilità. Che parlando di pasta - quella che resiste alla giusta cottura, rimane al dente e dunque mantiene durature consistenze gustative - non è cosa trascurabile. Come decisamente importanti sono i riscontri del primo Bilancio di sostenibilità 2022 dei Felicetti, quelli che impastano le migliori semole con l’acqua di Fiemme, per rendere il prodotto un vanto assoluto dell’autorevole Made in Trentino - Italy.
Legami di cultura imprenditoriale, impegno minuzioso, costante, per strategie che consolidano l’operato, in altrettanti durevoli scopi. Non solo mirati alla crescita del numero degli addetti (117 a fine dicembre 2022) e del prodotto, con uso e rigorosa selezione di farine bio, pure con l’attenzione prioritaria verso le azioni decisamente più sostenibili. Sotto ogni aspetto. Impossibile sintetizzare in poche righe il bilancio. Positivo in tutto, basta scorrere i dati. Sfruttano energia autoprodotta, risparmiano un 10% sull’intensità energetica, con un meno 6% dell’intensità emissiva, a fronte di un aumento della produzione che sfiora il 30%.
70 tonnellate di CO2 risparmiate grazie ad un packaging interamente riciclabile, con una catena produttiva che conferisce i (pochi) residui dell’impasto al biodigestore di Predazzo per la trasformazione di biogas e successivo uso di concime organico per i campi agricoli. Insomma, dal territorio al terreno, sempre nel massimo rispetto dell’habitat fiemmese. ''Il profondo rispetto per il territorio dove operiamo nasce insieme all’azienda, quando nel 1908 il mio bisnonno Valentino decise di trasformare la durezza della montagna in un’opportunità, cominciando a produrre pasta con acqua di sorgente e aria d’alta quota – commenta Riccardo Felicetti, ad del Pastificio –. La nostra consapevolezza circa l’importanza di preservare l’ambiente e la comunità di cui siamo parte affonda le radici in quella scelta, che rappresenta la nostra identità e ci ha condotto fin qui. Era tempo però che Felicetti si aprisse all’esterno, raccontando i propri sforzi con parametri misurabili e confrontabili. Redigere il bilancio di sostenibilità per noi significa questo: la possibilità di condividere con i nostri stakeholders chi siamo e dove vogliamo andare, aprendoci al dialogo con altre realtà. Perché solo così si cresce e si diventa migliori''.
Azienda attenta alle persone e alla comunità trentina. Impegno convinto, ben oltre le operazioni di sponsor o supporto plateale. I Felicetti agiscono con concretezza sinceramente solidale. Nel corso degli anni il Pastificio ha mantenuto una forte connessione con il territorio in cui opera e ha sempre inteso la dimensione sociale, tanto interna quanto esterna, come uno dei capisaldi delle proprie strategie produttive, tanto da essere inserita da Forbes tra le 100 imprese più sostenibili d’Italia per “aver correttamente interpretato il ruolo sociale dell’azienda nei confronti degli stakeholder e del territorio”.
Il legame con la comunità si è espresso non solo attraverso importanti iniziative benefiche – sono oltre 18.000 i chili di pasta donati ad associazioni umanitarie nel corso degli ultimi tre anni –, ma anche nell’impegno continuo per la promozione di una corretta nutrizione e per la valorizzazione del patrimonio agroalimentare ed enogastronomico italiano, in partnership con l’associazione Ambasciatori del Gusto, con la Scuola di Alta formazione Gastronomica In Cibum e con la Fondazione Gualtiero Marchesi.
Cibo per una gastronomia dove la creatività si coniuga con le operazioni antispreco alimentare, con cuochi super stellati - Niederkofler e Gilmozzi, i più coinvolti - per diffondere cultura domestica decisamente ‘alla portata del piatto’ sulla tavola delle famiglie. Senza tralasciare iniziative per la promozione del benessere al sostegno dello sport e dei valori della montagna. La passione per lo sport a 360 gradi – professionale, ludico-amatoriale, di condivisione o in solitaria – fa parte del dna di Felicetti, che da anni sponsorizza diverse discipline, dallo sci al basket, dal biathlon al tennis, tifando con orgoglio i propri campioni. Atleti che domano la fatica, sfidano il tempo (agonistico ) e onorano il concetto di un impegno durevole. Nello stile e spirito della pasta Felicetti.












