"Escursionisti in ciabatte e che si perdono più volte sullo stesso sentiero", in montagna è raffica di interventi. Il soccorso alpino: "Undici le vittime nell'ultima settimana"
Solo nella giornata di ieri si sono susseguite "decine e decine di interventi in quota, fra escursionisti in ciabatte da mare o per recuperare gruppi che, in poche ore, si sono persi tre volte sullo stesso sentiero". Ecco il racconto (con tanto di appello) dei soccorritori

TRENTO. "Al Soccorso alpino spetta il compito di soccorrere chi è in difficoltà, chiunque esso sia e ovunque si trovi. Non spetta a noi giudicare i comportamenti delle singole persone, fatto salvo casi eccezionali. Da parte nostra, però, l'invito ad approcciarsi con estrema prudenza all'ambiente montano". È l'appello lanciato nelle scorse ore dai tecnici del Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico (Cnsas), alla luce dei tantissimi interventi effettuati negli ultimi tempi, fra i quali si contano, purtroppo, anche diversi incidenti mortali.
Solo nella giornata di ieri, 15 agosto, si sono susseguite "decine e decine di interventi in quota, fra escursionisti in ciabatte da mare (o calzature non adatte ndr) o per recuperare gruppi che, in poche ore, si sono persi tre volte sullo stesso sentiero". A raccontarlo, sono gli stessi tecnici del soccorso alpino, che aggiungono: "Dieci persone hanno perso la vita in montagna nell'ultima settimana".
Un bilancio che costringe quindi i soccorritori a lanciare l'ennesimo appello: " Tutti noi siamo amanti della montagna e delle attività in quota, sempre consapevoli che il rischio zero non esiste, soprattuto quando non si conosce o non si ha sufficiente esperienza. Equipaggiamento adeguato, preparazione tecnica, competenza e un'approfondita pianificazione delle escursioni sono elementi imprescindibili per vivere al meglio la montagna, anche a quote basse".













