"Il nostro? Un grande passo, ma è quello che volevamo". Chiara, Martina e Giovanni sono i nuovi rifugisti del Gorck: "Così abbiamo avverato il nostro sogno"
Giovanni Foresti, la compagna Martina Simeone e Chiara Lonardi, gestiranno insieme la baita Gorck, nel cuore della val san Valentino: "I dubbi iniziali sono venuti meno quando abbiamo raggiunto quel paradiso. La firma del contratto avvererà un grande sogno"

PORTE DI RENDENA. Coronare un grande sogno, prendendo coraggio, quello che serve per cambiare le proprie vite. Lo hanno fatto i tre nuovi gestori della baita Gorck, che sorge a 1.198 metri di quota nel cuore della val san Valentino. Saranno Giovanni Foresti, la compagna Martina Simeone e Chiara Lonardi a prendere in mano l'attività, cinta da verdeggianti prati e boschi: "Un grosso passo ma è quello che volevamo", anticipa Giovanni a Il Dolomiti.
"Eravamo alla ricerca di un posto già da un po' - esordisce Foresti -. Tanto che i nostri amici non perdevano occasione per inviarci annunci online, come è avvenuto nel caso della baita Gorck". Non conoscendo il posto, abbastanza lontano da Verona e Brescia dove i tre rispettivamente risiedono, "abbiamo deciso di andare a vederlo. Dopo due ore di macchina siamo arrivato al rifugio, allora coperto dalla neve, rimanendo piacevolmente sorpresi: sembrava una buona occasione per realizzare il nostro sogno di avviare un'attività insieme".
La struttura è completamente immersa nella natura ed è la prima che si incontra percorrendo la Val Rendena da Tione di Trento verso Madonna di Campiglio, zona amata da turisti e locali, incastonata fra le Dolomiti. La firma su di un contratto valido per i prossimi 6 anni permetterà presto di concretizzare il desiderio di Chiara, Martina e Giovanni, che a maggio riapriranno le porte della baita Gorck a escursionisti e clienti.
"Dopo poco dalla prima 'visita' alla zona siamo tornati insieme alla signora Romana che ci ha mostrato gli interni della baita: così, ci siamo decisi - rivela Giovanni -. Non una scelta facile, perché tutti e tre avevamo i nostri impieghi a tempo indeterminato, che tuttavia abbiamo deciso di lasciare per rendere realtà un nostro importante desiderio. Ci è voluto coraggio, ma le passate esperienze nei rifugi, fatte da tutti e tre fra il Telegrafo sul Baldo e in Lessinia, ci avevano fatto capire che la nostra volontà fosse quella di vivere e lavorare in montagna".
Martina e il compagno Giovanni, insieme all'amica Chiara hanno pertanto deciso fosse giunta l'ora "di fare il nostro salto", mettendo a frutto le stagioni fatte in quota, facendole germogliare. Si coronano proprio così i grandi sogni, quelli un po' folli, che a volte si crede non si realizzeranno mai: con decisioni prese anche all'improvviso (e pur dovendo necessariamente lasciare qualcosa alla spalle) e soprattutto con un (bel) pizzico di coraggio.
"I grandi passi trascinano con sé anche conseguenti dubbi", fa notare Giovanni, cancellati tuttavia quando i tre hanno raggiunto per la seconda volta la baita Gorck, "trovandoci dinanzi a un vero e proprio paradiso, anche per quanto riguarda gli interni della struttura. L'incontro con la signora Romana e la bellezza del luogo, hanno cancellato ogni perplessità".
Ora non resta che dedicarsi ai lavori di sistemazione dell'edificio in vista dell'apertura programmata a maggio, che vedrà i nuovi rifugisti dividersi le mansioni fra cucina e quanto concerne l'ospitalità (la baita offre 20 posti letto ndr): "La messa a punto continua: le comodità della città non ci sono, ma alzarsi con una vista del genere ripaga alla grande".













