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| 22 apr 2023 | 19:17

"Il nostro? Un grande passo, ma è quello che volevamo". Chiara, Martina e Giovanni sono i nuovi rifugisti del Gorck: "Così abbiamo avverato il nostro sogno"

Giovanni Foresti, la compagna Martina Simeone e Chiara Lonardi, gestiranno insieme la baita Gorck, nel cuore della val san Valentino: "I dubbi iniziali sono venuti meno quando abbiamo raggiunto quel paradiso. La firma del contratto avvererà un grande sogno"

"Il nostro? Un grande passo, ma è quello che volevamo"

PORTE DI RENDENA. Coronare un grande sogno, prendendo coraggio, quello che serve per cambiare le proprie vite. Lo hanno fatto i tre nuovi gestori della baita Gorck, che sorge a 1.198 metri di quota nel cuore della val san Valentino. Saranno Giovanni Foresti, la compagna Martina Simeone e Chiara Lonardi a prendere in mano l'attività, cinta da verdeggianti prati e boschi: "Un grosso passo ma è quello che volevamo", anticipa Giovanni a Il Dolomiti.

 

"Eravamo alla ricerca di un posto già da un po' - esordisce Foresti -. Tanto che i nostri amici non perdevano occasione per inviarci annunci online, come è avvenuto nel caso della baita Gorck". Non conoscendo il posto, abbastanza lontano da Verona e Brescia dove i tre rispettivamente risiedono, "abbiamo deciso di andare a vederlo. Dopo due ore di macchina siamo arrivato al rifugio, allora coperto dalla neve, rimanendo piacevolmente sorpresi: sembrava una buona occasione per realizzare il nostro sogno di avviare un'attività insieme".
 

La struttura è completamente immersa nella natura ed è la prima che si incontra percorrendo la Val Rendena da Tione di Trento verso Madonna di Campiglio, zona amata da turisti e locali, incastonata fra le Dolomiti. La firma su di un contratto valido per i prossimi 6 anni permetterà presto di concretizzare il desiderio di Chiara, Martina e Giovanni, che a maggio riapriranno le porte della baita Gorck a escursionisti e clienti. 

 

"Dopo poco dalla prima 'visita' alla zona siamo tornati insieme alla signora Romana che ci ha mostrato gli interni della baita: così, ci siamo decisi - rivela Giovanni -. Non una scelta facile, perché tutti e tre avevamo i nostri impieghi a tempo indeterminato, che tuttavia abbiamo deciso di lasciare per rendere realtà un nostro importante desiderio. Ci è voluto coraggio, ma le passate esperienze nei rifugi, fatte da tutti e tre fra il Telegrafo sul Baldo e in Lessinia, ci avevano fatto capire che la nostra volontà fosse quella di vivere e lavorare in montagna". 

 

Martina e il compagno Giovanni, insieme all'amica Chiara hanno pertanto deciso fosse giunta l'ora "di fare il nostro salto", mettendo a frutto le stagioni fatte in quota, facendole germogliare. Si coronano proprio così i grandi sogni, quelli un po' folli, che a volte si crede non si realizzeranno mai: con decisioni prese anche all'improvviso (e pur dovendo necessariamente lasciare qualcosa alla spalle) e soprattutto con un (bel) pizzico di coraggio.

 

"I grandi passi trascinano con sé anche conseguenti dubbi", fa notare Giovanni, cancellati tuttavia quando i tre hanno raggiunto per la seconda volta la baita Gorck, "trovandoci dinanzi a un vero e proprio paradiso, anche per quanto riguarda gli interni della struttura. L'incontro con la signora Romana e la bellezza del luogo, hanno cancellato ogni perplessità".

 

Ora non resta che dedicarsi ai lavori di sistemazione dell'edificio in vista dell'apertura programmata a maggio, che vedrà i nuovi rifugisti dividersi le mansioni fra cucina e quanto concerne l'ospitalità (la baita offre 20 posti letto ndr): "La messa a punto continua: le comodità della città non ci sono, ma alzarsi con una vista del genere ripaga alla grande".

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