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Incidenti in montagna, illese quasi il 40% delle persone soccorse. I dati del 2022: “Le cause d'intervento? Nel 10% dei casi si tratta di 'incapacità'. Decessi passati da 43 a 62”

Il Soccorso alpino e speleologico trentino ha fornito un approfondito bilancio sui dati relativi agli interventi portati avanti nel corso del 2022: “La sfida per la nostra organizzazione rimane sempre quella di non farsi trovare impreparati. Dobbiamo leggere i cambiamenti in atto per riuscire ad organizzare un servizio sempre adeguato, e questo avviene con lo sviluppo di nuove competenze che i nostri soci acquisiscono grazie alla costante attività formativa della nostra scuola”

Di Filippo Schwachtje - 16 marzo 2023 - 13:19

TRENTO. “L'anno appena passato non è stato un anno come tutti gli altri. La tragedia della Marmolada, che ci ha visti impegnati insieme a tutta la squadra della Protezione civile, ci ha segnato e, purtroppo, ha contribuito a determinare un dato profondamente negativo come quello dei deceduti in montagna, che passa dai 43 del 2021 ai 62 del 2022, 11 solo sulla Marmolada”. Sono queste le parole del presidente del Soccorso alpino e speleologico trentino Walter Cainelli nel presentare il bilancio sulle attività dell'organizzazione nel corso del 2022. Un anno difficile, come anticipato, nel quale si sono confermati una serie di trend, dall'aumento generalizzato del numero d'interventi alla presenza sempre più massiccia di mountain bike in quota (una questione che il Dolomiti aveva già affrontato in passato, Qui Articolo).

Numericamente parlando – dice Cainelli – l'attività operativa della nostra organizzazione nel corso del 2022 è in linea con gli scorsi due anni, ovvero gli anni del Covid e del post Covid, quando abbiamo registrato un incremento significativo degli interventi rispetto ai periodi precedenti. Basti pensare che fino al 2018 la media si attestava intorno ai 1.000 interventi l'anno, mentre dal 2020 in poi la cifra ha superato o si è avvicinata ai 1.400 interventi”. Oltre al drammatico aumento dei decessi, al quale ha come detto contribuito il tragico distacco di una porzione di ghiacciaio sulla Marmolada, nel 2022 è stato significativo anche il dato relativo agli interventi degli operatori per gli incidenti in bicicletta.

 

“Se nel 2019 – continua il presidente del Soccorso alpino – sono state soccorse 109 persone, nel 2021 sono state 263 e nel 2022 221, segno che l'andare in bicicletta in montagna è un'attività che sta attirano sempre più appassionati. La sfida per la nostra organizzazione rimane sempre quella di non farsi trovare impreparati: dobbiamo leggere i cambiamenti in atto per riuscire ad organizzare un servizio sempre adeguato, e questo avviene con lo sviluppo di nuovo competenze che i nostri soci acquisiscono grazie alla costante attività formativa della nostra scuola”.

Entrando nel dettaglio, nel corso del 2022 il Soccorso alpino e speleologico trentino ha operato in 1.392 interventi, portando soccorso a 1.451 persone. Il dato comprende, dicono gli operatori: “Sia i soccorsi di tipo sanitario svolti in ambiente montano, impervio e ipogeo (1.361), sia i soccorsi verificatisi in luoghi non montani ma dove la Centrale unica di Trentino emergenza ha ritenuto indispensabile l’intervento del Soccorso alpino e speleologico per le sue competenze tecniche o tecnico/sanitarie (31 incidenti stradali, eventi di protezione civile, supporto ad altri enti). Rispetto al 2021, ci sono stati 40 interventi in meno e sono state soccorse 14 persone in più”.

 

Come ogni anno, nella graduatoria delle attività svolte dalle persone per le quali è stato necessario l'intervento dei soccorritori, la più rilevante è stata l'escursionismo con il 51,6% (749 persone soccorse rispetto alle 705 nel 2021). Seguono la mountain bike con il 15,2% (221 persone soccorse rispetto alle 263 del 2021 e alle 138 del 2020), l’alpinismo con il 7,2% (105 persone soccorse rispetto alle 72 del 2021), le ferrate con 3,8% (55 persone soccorse rispetto alle 65 del 2021), lo scialpinismo con il 2,4% (35 persone soccorse rispetto alle 79 del 2021), incidenti sul lavoro con il 2,1% (31 persone soccorse rispetto alle 27 del 2021), il parapendio con l’1,7% (25 persone soccorse rispetto alle 23 del 2021), l’arrampicata sportiva con l’1,6% (23 persone soccorse rispetto alle 22 del 2021), la ricerca di funghi con l’1,4% (20 persone soccorse rispetto alle 14 del 2021).

Gli interventi in valanga sono stati 3, quelli del gruppo tecnico forre 5 e 2 gli interventi del gruppo speleologico, in Trentino e in Lombardia. Sono stati realizzati 77 interventi per persone disperse (di cui 3 ancora non trovate) mentre 35 sono state le false chiamate. “Sul totale delle 1.451 persone soccorse – continuano gli operatori del Soccorso alpino - gran parte delle richieste hanno riguardato persone ferite (819), gli illesi sono stati 565 (513 nel 2021), mentre i decessi 62 (43 nel 2021). Nell’86,7% dei casi si è trattato di persone di nazionalità italiana (1.258), seguiti da tedeschi per il 5% (72). Tra le principali cause d’incidente, le percentuali più alte sono da attribuire nell’ordine alle cadute/scivolate (48% con 699 persone soccorse), all’incapacità (9,8% con 142 persone soccorse; dato in linea con il 2021), ai malori (8,9% con 129 persone soccorse), alla perdita dell’orientamento (7,4% con 108 persone soccorse)”.

 

Il picco di attività è stato raggiunto come ogni anno nei mesi estivi con 149 interventi a giugno (-14 rispetto al 2021), 301 interventi nel mese di luglio (+30 rispetto al 2021), 352 nel mese di agosto (-73 rispetto al 2021), 157 nel mese di settembre (-17 rispetto al 2021). Nel 2022 il Soccorso alpino e speleologico trentino ha potuto contare sull'esperienza e la competenza di 672 soccorritori, operativi 365 giorni all'anno, 24 ore su 24, e organizzati in 33 Stazioni di soccorso territoriali e 1 Stazione speleologica. In termini numerici fanno parte dell'associazione 120 operatori base, 365 operatori soccorso alpino, 10 unità cinofile da valanga e ricerca di superficie (con 3 cuccioli in formazione), 108 tecnici di soccorso alpino, 19 tecnici di elisoccorso, 48 istruttori e formatori sanitari, 35 sanitari tra medici e infermieri professionali. Il Cnsas di Trento può poi contare su 39 operatori abilitati al soccorso in forra e 25 tecnici speleologici.


“I tecnici di elisoccorso – concludono gli operatori – operano sugli elicotteri in servizio al Nucleo elicotteri della Provincia Autonoma di Trento coprendo tre turni giornalieri, 2 diurni e 1 notturno (dalle ore 20 alle 8). Nel corso del 2022 hanno svolto un totale di 2.749 missioni, di cui 507 sono interventi di soccorso alpino. Gli interventi durante il turno notturno (dalle ore 20 alle ore 8) sono stati 536, di cui 35 sono interventi di soccorso alpino. I tecnici di elisoccorso svolgono turni diurni anche presso la base dell'Aiut Alpin a Pontives: 91 sono state le missioni effettuate nel 2022, di cui 15 sono interventi di soccorso alpino”.

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