La storia di “Slavc”, “Giulietta” e di tutti gli altri lupi della Lessinia diventa un racconto multimediale fatto di parole, video e immagini
Una storia raccontata in prima persona dagli autori Gaetano Pimazzoni, Francesco Romito e Simone Gabrielli, un gruppo di appassionati naturalisti, fotografi e videomaker, che in questi anni si sono dedicati a seguire le vicende dei lupi della Lessinia

VERONA. Sono passati 10 anni da quando i lupi sono tornati in Lessinia (e subito dopo in Trentino). In occasione di questo anniversario la storia del ritorno del lupo sui Monti della Lessinia è diventata un progetto multimediale fatto di parole, foto e video inediti.
Questo progetto, già visibile online, è dedicato non solo al ritorno del lupo e alle problematiche che esso ha generato in quest'area da dove era assente da oltre un secolo, ma rappresenta anche una celebrazione del territorio della Lessinia, dei suoi paesaggi e delle persone che in questa decade hanno condiviso con il lupo gli stessi sentieri.
“Bolf” è il termine, in antica lingua Cimbra, con cui veniva chiamato il lupo, una presenza destinata a scomparire per quasi un secolo dalle foreste che sovrastano la Pianura Padana, ma nel 2012 qualcosa è cambiato, attraverso l'incontro avvenuto sull'Altopiano della Lessinia da parte di una coppia di lupi che qui ha stabilito la propria casa: “Slavc”, il maschio alpha, arrivato dalla Slovenia dopo un viaggio documentato grazie al radiocollare applicatogli dai ricercatori, e “Giulietta”, la femmina che, insieme ad esso, ha messo al mondo molti dei lupi che hanno successivamente colonizzato le Alpi centro-orientali. Purtroppo “Giulietta” non è più stata rilevata dalla fine del 2021 pertanto il Parco Naturale Regionale della Lessinia ritiene che sia stata sostituita nel ruolo di femmina Alfa. L'ipotesi più probabile è che l'esemplare in questione sia deceduta.
La presenza del lupo in Lessinia ha generato emozione ma anche numerosi attriti a causa dell’intensa attività predatoria ai danni degli animali d’allevamento. Uno scontro culturale e sociale che, dopo oltre un secolo di assenza del predatore da queste terre, ha contrapposto nuovamente l’uomo al lupo, alla ricerca di una convivenza difficile ma non impossibile. Attraverso il progetto gli autori hanno anche voluto raccontare il magnifico territorio della Lessinia, l'Altopiano montuoso a pochi passi dalla città di Verona, e attraverso le proprie immagini, i video e le parole, raccontarne gli scorci, le profonde valli, la fauna, le foreste e i grandi pascoli che caratterizzano questi paesaggi, disegnati nei secoli dall'incessante lavoro dell'uomo.
Una storia raccontata in prima persona dagli autori Gaetano Pimazzoni, Francesco Romito e Simone Gabrielli, un gruppo di appassionati naturalisti, fotografi e videomaker, che in questi anni si sono dedicati a seguire le vicende dei lupi di questo territorio, insieme a molti dei personaggi che in questa decade hanno condiviso con il lupo gli stessi sentieri. Un progetto che gode di patrocini illustri, tra cui il Cai Veneto e il Gruppo Grandi Carnivori del Cai, la Sat Società Alpinisti Tridentini, il Muse-Museo delle Scienze di Trento, il progetto Life Wolf Alps EU e l'Associazione Io non ho paura del lupo, con la partnership tecnica di Leica Sport Optics.













