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| 07 gen 2023 | 13:28

L’opera di Land art che mostra l’effetto dei cambiamenti climatici, il 5 gennaio c’erano 13 gradi a oltre 1.500 metri: “Si è sciolta in pochi giorni”

L’opera effimera (realizzata in montagna e in inverno) si è sciolta in pochi giorni per via delle alte temperature. Il messaggio dell’artista: “Come genere umano mostriamo troppa indifferenza di fronte a un’emergenza che i nostri figli e nipoti vivranno in maniera ancora più violenta”

L’opera di Land art che mostra l’effetto dei cambiamenti climatici
Foto Massimiliano Rosa
di Tiziano Grottolo

LEDRO. Le opere di land art sono effimere per loro stessa natura, cioè sono pensate e immaginate perché alla fine del loro “ciclo vitale” deperiscano e ritornino un tutt’uno con la natura. “Grido d’Acqua”, la creazione dell’artista italo-svizzero Marco Nones in questo senso non fa eccezione.

 

L’opera è stata installata lo scorso 28 dicembre, nei pressi del Rifugio Garda, a Ledro, in località Tremalzo a circa 1.700 metri di quota. Su diversi treppiedi in legno sono state posizionate svariate uova di ghiaccio che nel corso del tempo avrebbero dovuto sciogliersi lentamente fino a scomparire. A causa delle alte temperature però lo scioglimento è avvenuto molto più in fretta del previsto, infatti le temperature registrate in zona in questi giorni sono state alquanto anomale. La stazione di rilevamento di Meteotrentino (posizionata sempre a Tremalzo ma a 1.560 metri di quota) il 5 gennaio ha segnato una temperatura massima di 13,8 gradi, decisamente troppo per la stagione e la posizione.


In questo modo l’opera di Nones si è sciolta nel giro di pochi giorni. Tutto previsto, anzi era proprio questa l’essenza stessa della creazione ma la rapidità con cui si è sciolta mette in evidenza la potenza dei cambiamenti climatici in corso. “Lo scioglimento cosi rapido del ghiaccio è emblematico e rende ancora più efficace il concetto dell’installazione”, ribadisce Massimiliano Rosa, curatore di Ledro Land Art cioè lo spazio artistico che ha promosso la realizzazione dell’opera. “Grido d’Acqua ci ha regalato splendide immagini che diventeranno un monito, una documentazione artistica e ambientale che ci permetterà di ricordare le temperature anomale di questo periodo”.

 

Nones per l’appunto aveva già realizzato delle opere per far riflettere sull’emergenza climatica. Nel centro storico di Trento per esempio erano stati installati dei cervelli di ghiaccio che sciogliendosi lasciavano emergere la parola “indifference” (indifferenza). “Certo non ci aspettavamo che le temperature a Tremalzo fossero tali da far sciogliere l’opera così in fretta – conferma l’artista italo-svizzero – ma così diventa tutto più eloquente e nessuno può negare le anomalie che stiamo vivendo in questo inverno”.


Poi c’è il tema dell’indifferenza e quello della vita, proprio per questo i blocchi di ghiaccio sono stati realizzati con la forma di un uovo. “Lavoro spesso su questo concetto – riprende Nones – cioè l’indifferenza che come genere umano mostriamo di fronte a ciò che sta accadendo al pianeta. Talvolta ho l’impressione che ci basti avere un piatto di pasta per sentirci bene ma non ci impegniamo a sufficienza per risolvere un’emergenza che i nostri figli e nipoti vivranno in maniera ancora più violenta”.



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