"Mio padre produceva nella cantina di casa l'Ensiana", la 'scommessa' di Andrea e Maurizio: "Il nostro liquore parla di famiglia, territorio, risate e pance piene"
Una pianta speciale, un tempo parte integrante del paesaggio della Lessinia, viene impiegata da una famiglia per realizzare un liquore che parla di famiglia, tradizioni e pance piene: "Tutto è partito da un pranzo in cui avevamo mangiato molto e riso parecchio. Un momento che ci ha spinti, un po' per caso, a decidere di far conoscere a tutti l'Ensiana, un amaro alla genziana che mio padre fino ad allora aveva prodotto per sé nella cantina di casa"

GREZZANA. "Le idee migliori nascono a pancia piena". Lo affermano con convinzione Maurizio e Andrea Brunelli, rispettivamente padre e figlio, che in Lessinia (e non solo) hanno deciso di far conoscere un amaro che parla non soltanto di una tradizione di famiglia ma anche di territorio. "Si chiama Ensiana ed è un liquore che mio padre produceva artigianalmente ormai da 20 anni nel tempo libero", anticipa Andrea.
"L'Ensiana in casa nostra c'è sempre stata - esordisce il giovane a Il Dolomiti -. Fin da piccolo i miei genitori mi portavano in vacanza in Abruzzo, dove mio padre si era innamorato di questo liquore (realizzato con genziana infusa nel vino ndr), decidendo così di produrlo da sé". Dopo anni di tentativi, esperimenti e anche qualche fallimento, Maurizio ha messo a punto una ricetta propria a partire da quella 'madre', impiegando vini veneti.
"Nel 2020, durante un pranzo di famiglia, avevamo mangiato tanto e riso parecchio - ricorda Andrea -. Guardando il liquore io e la mia compagna Serena abbiamo pensato di proporre a mio padre di far conoscere a tutti la sua Ensiana: così, è partita la nostra avventura, fra burocrazia, la ricerca di un laboratorio" e le difficoltà date anche dal periodo storico e la pandemia da Covid-19.

Ci sono voluti due anni per dare vita al tutto, un piccolo grande sogno "nato e realizzato per caso" nel quale Maurizio ha deciso di investire tutto il proprio tempo: "Ora che mio padre, ex ferroviere, è in pensione, fa ciò che più gli piace: produrre i suoi amati liquori" a partire da una pianta che un tempo abitava i prati della Lessinia ma che a inizi del '900 è scomparsa dal territorio. "La nostra volontà sarebbe quella di coltivarla: il campo lo abbiamo ma non è per nulla facile. Per ora, la acquistiamo in Abruzzo, ma l'ambizione è di riuscire un giorno a ripopolare le mostre montagne di genziana".
Un pianta che, messa in infusione nel Custoza veneto, dà vita a quell'amaro che oggi piano piano (e non senza fatica) si sta facendo conoscere: "Siamo un prodotto di nicchia per volontà - tiene a sottolineare Andrea -. Lo proponiamo in locali e ristoranti insegnando poi ai gestori come utilizzarlo, in modo tale che il liquore possa dare il meglio di sé".

Se il laboratorio con la sua Ensiana bianca ha preso vita ad agosto 2022, pochi mesi più tardi, ad aprile 2023, già c'era una nuova ricetta pronta per essere assaggiata: "Oggi proponiamo anche l'Ensiana bacca nera, prodotta col Valpolicella dell'azienda agricola Ederle. Gli esperimenti, ad ogni modo, sono sempre in corso e ci piacerebbe infatti in
futuro ampliare le proposte, puntando comunque su una gradazione alcolica bassa: l'alcol per noi non è un valore aggiunto ma un conservante che evita la rifermentazione del vino e lo stabilizza".

Nel luogo dove questi speciali liquori vengono creati, a Grezzana, c'è sempre un gran daffare e, nonostante la realizzazione degli amari sia interamente affidata a mastro Maurizio, "ci si dà sempre una mano: siamo una bella squadra - conclude Andrea -. Siamo consapevoli che almeno per i primi anni i sacrifici da fare saranno tanti ma non ci pesa. Nel frattempo, a ripagarci di tutto c'è lo straordinario (e soddisfatto) sorriso di mio padre".


















