Per la prima volta il forte di Castel Vedro apre le porte al pubblico. Abbandonato e chiuso da decenni, l'Ecomuseo rilancia un patrimonio storico
Un complesso costruito a fine Ottocento, la batteria in caverna del forte di Castel Vedro è parte integrante della linea difensiva realizzata dal genio militare austro ungarico a difesa della città di Trento. L'Ecomuseo dell'Argentario ha completato i lavori di riqualificazione e apre questi spazi alla cittadinanza

TRENTO. Nuova vita per il forte di Castel Vedro, l'Ecomuseo dell'Argentario restituisce alla cittadinanza un patrimonio di grande valore storico del Trentino. Un complesso costruito a fine Ottocento, abbandonato e chiuso fino ai giorni nostri, che si articola all'interno di una serie di locali scavati nella roccia. "Questa batteria in caverna - commenta Ivan Pintarelli, collaboratore dell'Ecomuseo - è parte integrante della linea difensiva realizzata dal genio militare austro ungarico a difesa della città di Trento" (Qui info).
La linea di difesa dal torrente Fersina e della vecchia strada dei Crozi risaliva il crinale della montagna in corrispondenza di Maso Cantanghel, dove fu realizzata la Tagliata Stradale Superiore, per poi proseguire sul Dosso di Castel Vedro che dà il nome alla batteria scavata nella roccia calcarea e che consentiva un affaccio protetto sulla forra del Fersina, sull'abitato di Civezzano e sulla piana di Cirè (all'epoca sede dell'aeroporto militare).

L'Ecomuseo Argentario con il contributo del Gal Orientale ha recentemente ultimato un'azione di pulizia e messa in sicurezza della batteria con l'obiettivo di organizzare delle visite guidate. "Sono stati inoltre ripristinati i sentieri che collegano il dosso con Civezzano da un lato e la Tagliata Stradale dall'altro", spiega Pintarelli. "Oggi con un piccolo anello che parte dal paese è possibile visitare le due opere fortificate".
A Civezzano è visitabile la Tagliata stradale superiore, accessibile al pubblico gratuitamente negli orari indicati nel sito del Comune. Il forte di Castel Vedro, in questa fase iniziale, è aperto per visite guidate per scuole, turisti e residenti ma su evento e sulla base di un calendario. "L’interno è interessante anche per la presenza di scritte originali dell’epoca (recentemente restaurate) che indicavano gli angoli di puntamento del cannone", conclude Pintarelli.
Il forte di Castel Vedro rientra nella complessa proposta dell'Ecomuseo dell'Argentario. Un'offerta che si completa con il Giardino dei Ciucioi e l'Orrido di Ponte, luoghi molto particolari tra fascino e storia del territorio.












