Piccolo di cervo trovato morto in Val di Fiemme (FOTO): "Alle volte si grida al lupo, ma in questo caso è stato colpito da un proiettile (e poi lasciato a terra)"
La segnalazione arriva da Paolo Scarian, appassionato di lupi e fondatore del gruppo Facebook “Fiemme e Fassa, il ritorno del lupo”: “Non è la prima volta che succede sul territorio. Altre carcasse 'abbandonate' sono state rinvenute. La caccia va fatta, non c'è dubbio, ma non in questi termini”

TRENTO. “Non è la prima volta che troviamo carcasse di animali uccisi e poi 'abbandonati' sul territorio della Val di Fiemme nel corso degli anni: l'attività venatoria va fatta, non c'è dubbio, ma non in questi termini, vista anche la tecnologia a disposizione dei cacciatori stessi”. A parlare è Paolo Scarian, appassionato di lupi e fondatore del gruppo Facebook “Fiemme e Fassa, il ritorno del lupo”, dopo il rinvenimento della carcassa di un piccolo di cervo segnalata negli scorsi giorni nei boschi sopra Predazzo.

La segnalazione è arrivata a Scarian da un'escursionista presente nella zona che, alla vista del corpo senza vita dell'ungulato, ha pensato subito ai 'soliti sospetti': i lupi. “Credendo che si trattasse di una predazione – dice l'esperto a il Dolomiti – ci ha inviato subito tutta la documentazione con il punto di riferimento. Noi del gruppo abbiamo subito osservato come il consumo dell'animale fosse minimo, probabilmente effettuato da una volpe, ed abbiamo quindi chiesto all'escursionista di verificare la presenza del foro di un proiettile sulla carcassa”.

Foro che, poco dopo, è stato rinvenuto: “A quel punto abbiamo allertato la forestale, inviando tutto il materiale fotografico, ed i controlli delle autorità sul posto hanno confermato come il piccolo di cervo sia stato colpito da un'arma da fuoco e non segnalato. Successivamente gli operatori della forestale hanno quindi raccolto la carcassa, scalando l'esemplare dal piano di abbattimento, che è finita negli scarti di un macello. La caccia, come detto, è necessaria per la mancanza di predatori naturali, ma cose del genere non dovrebbero succedere".

















