"Un rifugio dimenticato dalla Provincia", il gestore di Pian dei Fiacconi a tre anni dalla valanga che ha distrutto la struttura sulla Marmolada: "Assenza totale di aiuto"
La struttura distrutta a dicembre del 2020 non ha più riaperto, il gestore Guido Trevisan pone una serie di domande alla politica: "A oggi assenza totale e nessuna risposta, ma la valanga si è portata via 20 anni di vita"

CANAZEI. "La valanga si è portata via 20 anni di vita e non ho mai ricevuto aiuto, supporto o indennizzo dalla Provincia". Queste le parole di Guido Trevisan, gestore per decenni del rifugio Pian dei Fiacconi. "Ma non ho mai ricevuto una risposta, una mail, una telefonata. Assenza totale".
A parlare è Guido Trevisan, gestore per oltre 20 anni del rifugio Pian dei Fiacconi prima che la struttura a 2.626 metri di quota sul versante nord della Marmolada venisse distrutto da una valanga a dicembre 2020. Da quel giorno il suo rifugio non ha più riaperto.
"Il rifugio è stato dimenticato dalla Provincia ma si dice che la forza delle istituzioni si vede nel momento del bisogno", il gestore in questi tre anni ha provato a interrogare assessori e consiglieri, ma "mi è sempre stato spiegato che una risposta sarebbe arrivata 'la prossima settimana', mai nessuno si è fatto sentire".
E nel terzo anniversario dalla valanga che ha distrutto il rifugio sulla Marmolada, Trevisan pone una serie di domande alla politica.
Pian dei Fiacconi, il rifugio dimenticato dalla Pat.
Si dice che la forza delle istituzioni si vede nel momento del bisogno.
In vent'anni di attività al rifugio Pian dei Fiacconi in Marmolada non ho mai avuto bisogno, poi tre anni fa, il 15 dicembre 2020 una valanga di grosse dimensioni ha distrutto il mio rifugio e si è portata via con sé 20 anni di vita.
A oggi dalla Pat non solo non ho avuto alcun aiuto/supporto/indennizzo ma non ho avuto nemmeno una risposta, una mail, una telefonata, l'assenza totale! tant'è che mi domando se tali istituzioni esistano veramente o siano solo di facciata elettorale.
In particolare ho parlato con l'assessore Tonina (8 marzo 2021), con il consigliere provinciale Guglielmi (in più occasioni), con il dirigente generale della protezione civile De Col (16 settembre 2021) e di recente, il 29 novembre 2023, all'assemblea annuale dei rifugi del trentino ho ricordato all'assessore Failoni (già incontrato il 17 giugno 2021) che si sono dimenticati di me e del Rifugio Pian Dei Fiacconi, la risposta fu che una risposta sarebbe arrivata "per la settimana prossima" ma ancora una volta nessuno si è fatto sentire.
Con questa lettera provo a fare un appello pubblico ai vai interlocutori già citati dell'amministrazione provinciale, che era al governo al tempo dei fatti nonché amministrazione uscente, sperando di avere una risposta:
- per quale motivo non è mai stato riconosciuta la stato di calamità naturale in un evento così catastrofico?
- per quale motivo non ho mai avuto una risposta alle mie richieste?
- perché per accaduti simili alla valanga al Pian dei Fiacconi sono stata fatte scelte politiche con leggi e deliberazioni ad hoc?
Di seguito ne riporto alcune:
- calamità connessa a fenomeni valanghivi nella stagione invernale 2013-2014 deliberazione n. 470 del 28 marzo 2014.
- specifiche misure di sostegno per i danni causati dall’evento calamitoso che ha duramente colpito la zona di Dimaro-Folgarida a seguito dell'esondazione del Rio Rotian nel 2018 con relative delibere.
In particolare l'indennizzo di “Dolomiti Camping Village & Wellness Resort”.
- deliberazione per la concessione di contributi e indennizzi alle imprese toccate dalle 2 calamità in val di Fassa :crollo di un’importante porzione del ghiacciaio della Marmolada, 3 luglio 2022 e il nubifragio che si è abbattuto invece sull’Alta Val di Fassa il 5 agosto 2022, che ha causato diversi danni nei territori comunali di San Giovanni di Fassa-Sèn Jan, Campitello di Fassa e Mazzini.
Guido Trevisan












