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Trento
31 gennaio | 19:59

Grandi carnivori, finalmente c'è chi lavora sulla prevenzione. Dalla casetta per i rifugi ai bidoni anti-orso, l'esempio di Dimaro Folgarida

Si pianifica anche la messa in sicurezza degli hotel e un'ottimizzazione del porta a porta. L'amministrazione comunale: "Passi importanti per mettere in sicurezza le comunità ma anche per assicurare maggiore forza nelle azioni di gestione dei grandi carnivori: i discorsi cambiano se i territori hanno compiuto tutti i passaggi necessari per garantire un corretto comportamento con la fauna selvatica"

Grandi carnivori, finalmente c'è chi lavora sulla prevenzione

DIMARO FOLGARIDA. Una ventina di bidoni anti-orso nelle varie frazioni e una casetta "blindata", un punto di raccolta delle immondizie dei rifugi che sorgono sul territorio di Dimaro Folgarida. E in prospettiva, entro l'estate, un'altra serie di interventi per pianificare la messa in sicurezza delle strutture ricettive e per ottimizzare la gestione della raccolta porta a porta.

 

"E' fondamentale cambiare il paradigma". Queste le parole di Marco Katzemberger, assessore al turismo e ambiente del Comune di Dimaro Folgarida. "Gli orsi vengono attirati dai resti alimentari e dobbiamo togliere l'accesso a questa fonte di cibo. La questione è delicata ma dobbiamo mettere in campo tutte quelle azioni concrete, anche sulla base del piano Pacobace, per evitare che i grandi carnivori si possano avvicinare alle abitazioni. Poi se un animale è particolarmente confidente o pericoloso possiamo pensare alla rimozione".

 

Da questa valutazione il Comune si è mosso per la sostituzione di tutti i cassonetti con quelli speciali anti-orso. Una ventina quelli posizionati tra il centro abitato e le frazioni con il supporto, anche economico, della Comunità della valle di Sole. "Un'attività importante - dice Andrea Lazzaroni, sindaco di Dimaro Folgarida - che abbiamo avviato nell'autunno scorso e prosegue con la continua predisposizione e installazione di questi bidoni. Gli ultimi sono stati posizionati negli scorsi giorni. Questo è un primo modo per mettere in sicurezza residenti e ospiti, evitare che gli orsi si avvicinino ai nostri paesi".

Particolarmente interessante il progetto messo in piedi dall'amministrazione comunale con l'Asuc. "Una potenziale criticità è il conferimento delle immondizie a valle da parte dei rifugi", aggiunge Lazzaroni. "Per questo abbiamo trovato la soluzione di una struttura molto grande e anti-orso come punto di raccolta unico per le 14 attività. In questo modo pensiamo di ridurre al minimo questo problema". 

 

La pianificazione non è terminata. Entro l'estate si prospettano altre novità. "Queste azioni servono per la messa in sicurezza delle piccole e medie imprese", evidenzia il primo cittadino di Dimaro Folgarida. "Ci sono poi le grandi attività come gli hotel che producono un volume diverso di immondizie. Siamo in fase di confronto con gli operatori e con gli imprenditori per trovare una soluzione. L'amministrazione non può intervenire in sostituzione di un privato ma può agevolare e supportare il posizionamento dei bidoni".

Si cerca anche di ottimizzare la gestione del porta a porta. "L'obiettivo - continua Katzemberger - è tenere lontano i plantigradi, ma anche i lupi, dai vari paesi e di evitare che un orso possa diventare confidente". Tutti i residenti vengono inoltre raggiunti da una lettera per spiegare il cambio di modalità del conferimento e quanto avviene sul territorio. "Sono diverse le iniziative - prosegue Lazzaroni - compresa un'informazione capillare e rapporti più stretti con la Provincia e il corpo forestale".

 

Dopo l'incontro ravvicinato tra una coppia e M90 nella zona di Ortisè, le tracce sulle neve e i bidoni rovesciati nella zona di Malè, la tensione è sempre molto alta. La Provincia pensa alla rimozione dell'esemplare protagonista di aver seguito di escursionisti nell'area di Mezzana, sostenuta dai 13 Comuni e dalla Comunità della valle di Sole con gli enti locali che però chiedono di intervenire velocemente.

 

"I numeri non si ridurranno drasticamente e dobbiamo imparare a convivere con la presenza degli orsi. Questi sono passi importanti per mettere in sicurezza le comunità ma anche per assicurare maggiore forza nelle azioni di gestione dei grandi carnivori: i discorsi cambiano se i territori hanno compiuto tutti i passaggi necessari per garantire un corretto comportamento con la fauna selvatica", conclude Katzemberger.

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