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Trento
26 gennaio | 19:13

Orso rovista nell'immondizia e gli apicoltori invitano ad attivare i recinti elettrificati. La sindaca: "La prossima settimana i lavori per rendere i bidoni sicuri"

I bidoni anti-orso, forniti dalla Comunità di valle, dovrebbero arrivare nelle prossime settimane in diverse zone. Intanto gli apicoltori mantengono attivi i recinti elettrificati a protezione delle arnie

Orso rovista nell'immondizia e gli apicoltori invitano ad attivare i recinti elettrificati

MALE'. I cassonetti dell'immondizia rovesciati e tracce nella neve. Un plantigrado è transitato alla ricerca di cibo in val di Sole. E nei prossimi giorni arriveranno, finalmente, i bidoni anti-orsi nella zona. 

 

"A inizio della prossima settimana riusciremo a completare la preparazione delle piattaforme per poi posizionare i bidoni forniti dalla Comunità di valle", le parole di Barbara Cunaccia, sindaca di Malè. "Inoltre gli operai comunali hanno effettuato una ricognizione per definire i punti più delicati e le aree in cui intervenire con velocità". 

 

Negli scorsi giorni, infatti, un orso ha rovistato nei cassonetti dell'immondizia a Bolentina, frazione di Malè. E proprio in quella zona avverrà l'installazione dei cassonetti specifici per evitare questa situazione.

 

"Sicuramente prevediamo l'installazione di questi bidoni anti-orso a Montes e Molini", aggiunge Cunaccia. "Ma non escludiamo poi di coprire altre zone. Sono gli stessi dispositivi che si trovano in varie località della val di Sole e del Trentino. Lavoriamo per mettere in sicurezza il territorio". 

 

Non ci sono stati particolari danni ma non sono mancate alcune segnalazioni di passaggio del plantigrado. "Nelle scorse settimane a Montes ci sono stati degli avvistamenti", conclude Cunaccia. "Per ogni caso la forestale è informata. Intanto abbiamo chiesto di posizionare i bidoni alla Comunità di valle per evitare che qualche esemplare possa avvicinarsi per rovistare nell'immondizia". 

 

Nel frattempo l'associazione apicoltori del Trentino invita gli operatori a mantenere attivi i recinti elettrificati a protezione delle strutture. "E' stato subito, e in via preventiva, lanciato un appello in questo senso", spiega il presidente Marco Facchinelli. "La speranza è che non si registrino danni alle arnie".

 

Le temperature per il periodo si sono mantenute elevate per il periodo e questo può incidere sul letargo di un esemplare. Anche negli anni scorsi è capitato qualche avvistamento nei mesi freddi.

 

"Non è vero, come siamo tendenzialmente abituati a pensare, che gli orsi stanno fermi quattro mesi in un buco senza fare niente", aveva spiegato a il Dolomiti il dirigente del Servizio foreste e fauna della Provincia di Trento. Diversi i fattori che incidono sul letargo di un plantigrado (Qui articolo).

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