Tra neve e chiusure come stanno i passi? Preoccupazione sullo Stelvio per il Giro d'Italia (FOTO e VIDEO). Ticket? "No grazie. Clienti dall'Asia ma la strada è un disastro"
Dall'eventuale ticket stile Venezia al modello Braies, la gestione del traffico sui passi dolomitici è sempre una questione aperta. Finazzer: "Più controlli per evitare le gare notturne e si realizzi la pista ciclabile del Sellaronda: avrebbe una risonanza internazionale". Mutschlechner: "Le auto durante la stagione invernale non sembrano dare così tanto fastidio". Si lavora ancora all'apertura dello Stelvio

TRENTO. Più di un dubbio sull'introduzione di un eventuale ticket sul modello di Venezia per i passi dolomitici, piuttosto la realizzazione di una pista ciclabile per una migliore gestione dei transiti. E controlli. La stagione estiva si avvicina e ritorna il (caldo) tema della gestione della mobilità sui valici. Quasi tutti sono transitabili, mentre in alcuni casi si lavora per alla messa in sicurezza come nel caso di passo Stelvio: il fronte altoatesino è chiuso e c'è il rischio valanghe, mentre sull'altro versante le frese sono arrivate alla quarta casa cantoniera e l'obiettivo, oggi tutt'altro che scontato, è quello di permettere il transito della corsa rosa come da programma.
C'è ancora neve che "fatica a sciogliersi per le temperature basse", ma il Sellaronda (Campolongo, Pordoi, Sella e Gardena) è aperto. "L'andamento delle prenotazioni è positivo - dice Osvaldo Finazzer, albergatore e presidente del Comitato per la salvaguardia dei passi dolomitici - ci sono tanti giapponesi, cinese e coreani interessati a scoprire la nostra proposta unica. In questi periodo ci sono invece diversi tedeschi che sfruttano le festività del Corpus domini e dell'ascensione".

La chiusura dei passi o qualche iniziativa simile non sembra in agenda. Ma non manca qualche criticità. "La notte molto spesso si sente il rumore dei motori perché le persone salgono per svolgere quelle che sembrano delle gare a tutta velocità, soprattutto durante l'inverno e nei week end", spiega Finazzer. "Abbiamo segnalato tutto alle forze dell'ordine ma sono situazioni che perdurano da tempo. La richiesta è quella che ci siano controlli puntuali e strutturali perché questo potrebbe anche a una gestione dei flussi sui passi".

Dopo la sperimentazione, poi abbandonata, di qualche anno fa, viene respinta l'ipotesi di chiusura o di limitazione dei veicoli. "I passi dolomitici sono per definizione dei collegamenti tra le valli e sviluppano una forte proposta turistica, autonoma e integrativa rispetto a quella dei fondovalle", evidenzia il presidente del Comitato per la salvaguardia dei passi dolomitici. "Non avrebbe senso offrire una vacanza se la montagna non è raggiungibile".

Bocciata anche l'ipotesi ticket, lanciata dal re degli Ottomila Reinhold Messner (Qui articolo). "Un'idea superata anche perché il passaggio giornaliero non può essere previsto. E' ormai ridotto anche il passaggio dei pullman. In generale il turismo è cambiato", aggiunge Finazzer. "Il problema del traffico, e dell'inquinamento, sui passi dolomitici è evidentemente esagerato e si deve intervenire sul fondovalle. Si potrebbero risolvere la maggior parte delle criticità se si intensificassero i controlli e se si realizzasse, come chiediamo da anni, una pista ciclabile del Sellaronda. Quest'ultima ipotesi avrebbe una risonanza e una portata internazionale".

Si è parlato anche del modello Braies. "Ma una stanga potrebbe creare confusione", commenta Arthur Mutschlechner del rifugio Frara a passo Gardena e componente della commissione valanghe di Selva val Gardena. "Anche lì hanno dovuto arretrare le limitazioni in val Pusteria con la costruzione di parcheggi per evitare il giro a circolo chiuso e a imbuto in alto all'entrata del lago. Qui eventuali stop andrebbero messi già a Ortisei e Pontives però rischia di portare solo problemi e difficoltà. La soluzione potrebbe peggiorare in realtà la situazione. Il Sellaronda non è l'Alpe di Siusi o il lago di Braies perché si tratta di passi di collegamento tra le valli e i paesi delle Dolomiti. Il traffico è cambiato e si è ridotto negli anni, la concentrazione dei veicoli riguarda determinati periodi. Anche d'inverno ci sono tante auto ma in quel caso non sembra disturbare perché si tratta di clienti e turisti delle località sciistiche. Molto dipende poi dal meteo ma il discorso riguarda l'organizzazione complessiva".
La visione deve essere più ampia. "Dal Garda a Bressanone ci possono essere questi problemi legati ai picchi", prosegue Mutschlechner. "Se ci fosse un piano generale o, almeno, di vallata allora si potrebbe ragionare sulle possibili soluzioni. L'overtourism c'è un po' dappertutto e non è certo mettendo delle limitazioni su un paio di passi che risolviamo la situazione. Non ci si può limitare a guardare solo poche strade, questa non può essere un approccio corretto per la gestione del traffico dei passi ma c'è un confronto costruttivo con l'assessore Daniel Alfreider".

Alcuni passi, come Erbe e Rombo, osservano le chiusure invernali, mentre "abbiamo lavorato sul Gardena alla messa in sicurezza - ancora Mutschlechner - anche con l'induzione delle valanghe". Qualche criticità permane in questo senso, anche perché più in quota, sul versante altoatesino del passo Stelvio.
Lì si lavora per aprire la strada per raggiungere le piste per sciare d'estate sul ghiacciaio ma anche per il Giro d'Italia del 21 maggio, la tappa che porta proprio in val Gardena. Non si escludono altre soluzioni, un passaggio che potrebbe infatti subire modifiche e si parlerebbe di andare verso il versante svizzero.
E proprio la corsa rosa è spunto per chiedere un'attenzione maggiore ai valici. "C'è stato un cedimento sulla strada con un salto di circa 30 centimetri. Il turismo è un fiore all'occhiello, ma l'Alto Adige ha sistemato a nuovo l'asfalto, la Provincia di Belluno da Arabba al Pordoi ha sistema la strada l'anno scorso e ha interrato i cavi dell’energia elettrica, telefono e fibra ottica togliendo tutti i piloni e i pali mentre qui la situazione è questa: quale impressione potrà dare il Trentino? Dobbiamo aspettare il transito del Giro d'Italia per ottenere qualche considerazione in più", conclude Finazzer.


















