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| 27 mar 2025 | 10:23

"Aiutatemi a liberare il rifugio dalla neve. Per gli eroi, vitto e alloggio gratis". E, in mezza giornata, arrivano 40 adesioni per spalare la neve. E non sarebbe la prima volta

Anche nel 2021 quando, dopo la seconda chiusura causa pandemia e viste le nevicate eccezionali del periodo, il gestore - il bellunese Giorgio Da Rin, aveva chiesto una mano agli appassionati di montagna per liberare il Rifugio Pellarini, una "gemma" incastonata nelle Alpi Giulie, dalla neve. E, anche in quel caso, la riposta era stata eccezionale, con più persone sul posto delle pale a disposizione

Aiutatemi a liberare il rifugio dalla neve

MALBORGHETTO VALBRUNA (Udine). Ha lanciato l'appello via social chiedendo un aiuto per "liberare il rifugio Pellarini dalla neve" ad "eroi ed eroine", così da poter aprire da Pasqua al primo maggio. E offrendo ai coraggiosi volontarie e volontari, vitto e alloggio gratis.

 

"Se hai voglia di divertirti (e allenarti) ti aspettiamo il 12-13 aprile. Più siamo, meno fatichiamo" è stato ciò che ha scritto il gestore - da nove anni - Giorgio Da Rin, originario di Vigo di Cadore. L'obiettivo era quello di liberare la struttura dalle neve, rendere nuovamente funzionanti le tubature dell'acqua (staccate e "messe in sicurezza" durante l'intervento), collegandole alla sorgente dell'acqua ed essere pronti per il week end pasquale.

 

L'appello è stato condiviso su Facebook martedì 25 marzo e, nel giro di mezza giornata, Da Rin è stato letteralmente subissato di telefonate, messaggi ed e-mail. In quaranta (!) gli hanno detto "sì, ci siamo". 

 

Non è la prima volta che il gestore del rifugio situato in uno dei posti più belli e affascinanti delle Alpi Giulie lancia una simile iniziativa: era accaduto anche nel 2021 quando, dopo la seconda chiusura causa pandemia e viste le nevicate eccezionali del periodo, aveva chiesto una mano agli appassionati di montagna. E, anche in quel caso, la riposta era stata eccezionale, con più persone sul posto delle pale a disposizione.

 

Il rifugio Pellarini è una "gemma", incastonata nel gruppo del Jôf Fuart: non è servito da una strada e i rifornimenti sono possibili solamente grazie alla teleferica. I pannelli solari portano l'energia necessaria, la lavastoviglie non esiste e il generatore viene utilizzato solamente in casi "estremi".

 

E poi: niente piatti da ristorante "stellato", ma solamente "quelli" di montagna, non esiste la plastica e l'acqua è quella della sorgente. I visitatori sono tanti, quelli che amano la montagna "come una volta", quando recarsi nelle terre alte voleva dire staccare veramente la spina e lasciarsi alle spalle il trambusto, il caos, la quotidianità, la tecnologia, per tornare a "tuffarsi" nella natura.

 

Ecco, allora, che nel momento in cui Giorgio Da Rin ha lanciato la proposta, non poteva che essere una di quelle "tipicamente" di... montagna. Vitto e alloggia in cambio di una bella sudata in compagnia, facendo qualcosa di utile e soddisfacente. Il popolo dei monti ha risposto "sì", ma c'è ancora qualche posto "libero".

 

O, forse, nel frattempo si è arrivati al "tutto esaurito" anche se, sicuramente, c'è chi è disposto a portarsi anche la pala da casa pur di esserci. Nel 2021 servirono due giorni per spalare la neve. Adesso la situazione è "impegnativa" ma, siccome l'unione fa la forza, il 12 e 13 aprile è facile prevedere che saranno in tantissimi al rifugio Pellarini. E, come ha scritto Da Rin, "E chi lo sa, magari alla fine ci scappa anche una bella sciabolata per festeggiare il trionfo sulla neve! …così è andata qualche anno fa!!!"

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