Fenomeno Après-ski, a St. Anton spunta una pistola a Campiglio due autisti aggrediti da un ubriaco. I sindacati: ''Senza sicurezza il personale si rifiuterà di coprire la tratta''
Il fenomeno après-ski è fondato su un modello di divertimento simile a quello delle discoteche e porta in quota un pubblico che dopo lo sci cerca un intrattenimento modello città. E c'è anche chi esagera e non poco. La questione è diventata un vero problema a Madonna di Campiglio tanto che ieri si è tenuto un tavolo di confronto tra i sindacati dei trasporti, il commissario del governo e i rappresentanti delle forze dell'ordine e delle istituzioni per chiedere provvedimenti

MADONNA DI CAMPIGLIO. Sabato due autisti sono stati aggrediti ma il tran-tran quotidiano è da mettersi le mani nei capelli: balordi ubriachi, persone che vomitano, insulti, canti, minacce ai conducenti e anche tra passeggeri. Il fenomeno apres-ski, d'altronde, è anche questo. Porta un modello simile a quello della discoteca in montagna, il ''divertimento'' da città, da aperitivo, direttamente a contatto con le piste da sci e il risultato è quello che chi frequenta certe località conosce bene. Bello, brutto? Funziona e questo è innegabile. Poi, oltre ai turisti e ai soldi che piovono sui territori che accettano il compromesso, vanno aggiunti anche i disagi che non sono pochi.
Domenica sera oltre confine, a St. Anton am Arlberg, la polizia è dovuta intervenire sulle piste perché in un bar apres-ski è scoppiata una lite e un 22enne ha estratto una pistola da sotto la maglietta. Subito i buttafuori si sono fiondati su di lui e l'hanno placcato e bloccato a terra. All'arrivo degli agenti è stato appurato che si trattava di una pistola modello Glock 17, ma caricata con munizioni da softair. Quanto successo a Madonna di Campiglio è stato, invece, decisamente peggio. A Javrè un uomo in stato di alterazione è salito su un mezzo di Trentino trasporti e ha cominciato a molestare una ragazza. A quel punto è intervenuto l'autista che ha fermato il mezzo e chiamato i carabinieri e cercato di allontanare il passeggero che però gli ha prima sputato addosso e poi lo ha colpito con un calcio. E' intervenuto un secondo dipendente di Trentino trasporti che è rimasto a sua volta ferito al ginocchio.
Ma questa è solo la coda di una serie di eventi intollerabili e che sono collegati al ''divertimento'' da apres-ski. La questione è approdata anche in consiglio provinciale con Lucia Coppola che ha depositato un'interrogazione rivolta a Fugatti: ''Dall’inizio della stagione invernale, a causa del ripetersi di episodi di violenza e disordine, dalle 17.30 a fine servizio è stata sospesa la fermata del bus “Grosté” in direzione Pinzolo. Tale provvedimento, tuttavia, non ha risolto il problema della sicurezza sui mezzi del trasporto pubblico locale diretti a Madonna di Campiglio e di rientro verso la Val Rendena, dove continuano a verificarsi situazioni di forte criticità''. Analizza la consigliera di Avs. ''Da tempo, inoltre, i lavoratori segnalano come le corse del fine settimana verso Madonna di Campiglio siano diventate particolarmente problematiche a causa di un gruppo di minorenni, già identificati dalle forze dell’ordine, responsabili di comportamenti violenti e reiterati. Già nella precedente stagione invernale erano state presentate segnalazioni formali, anche in sede sindacale, senza che risultino essere stati messi in atto interventi strutturali in grado di prevenire efficacemente il ripetersi di tali episodi''.
Quindi l'interrogazione per capire se si stia facendo tutto il possibile per superare questa situazione, come si pensi di tutelare i lavoratori di Trentino trasporti e gli altri passeggeri. Intanto ieri si è svolto un tavolo di confronto tra sindacati e commissariato di Governo proprio sul tema. L'obbiettivo era ''individuare soluzioni concrete ed immediate per garantire la sicurezza degli autisti in servizio sulla tratta fino a Madonna di Campiglio, in concomitanza con gli apres-ski''. Lo comunicano i segretari di Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Faisa. All’incontro, già programmato, erano presenti oltre ai segretari provinciali delle quattro sigle, Franco Pinna, Massimo Mazzurana, Nicola Petrolli e Paolo Saltori, anche il rappresentante del Commissariato del Governo, le forze dell’Ordine, il presidente del Consorzio dei Comuni, Trentino Trasporti e la Provincia di Trento. Tutti hanno condiviso l’urgenza di approntare soluzioni in tempo brevissimo. In caso contrario, hanno lasciato intendere i sindacati, un numero crescente di autisti si rifiuterà di lavorare in quel turno.
In particolare le richieste sindacali sono state l’istituzione di corse ad hoc, un rafforzamento della presenza di personale a bordo e controlli dei passeggeri a terra prima della salita sul bus e più servizi di assistenza. “Lavorare in sicurezza è un diritto. Se su questa tratta, in particolari fasce orarie e giornate, questo diritto non è garantito allora si valuti la possibilità che sia direttamente il gestore del locale a organizzare il servizio di trasporto. Condividiamo la scelta di garantire i mezzi pubblici per permettere ai giovani di divertirsi in sicurezza, ma questo non può avvenire a danno di chi lavoro e di tutti gli altri utenti”, hanno detto i sindacati.












