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Belluno
10 agosto | 12:00

Il chiodo si stacca all'improvviso e tre soccorritori muoiono precipitando nel vuoto: "Maudi, David e Andrea: sono passati 13 anni ma è impossibile dimenticarvi"

Andrea Zanon, Maudi De March e David Cecchin perdevano la vita il 10 agosto del 2012 durante la scalata della via 'Dino e Maria' sul monte Cridola. Il ricordo dei compagni: "Da quel giorno sono passati 13 anni, ma voi rimanete indelebili nei nostri pensieri. Oggi ancora di più. La montagna è generosa, dona meraviglie ma può togliere tanto, tantissimo"

Il chiodo si stacca all'improvviso e tre soccorritori muoiono precipitando nel vuoto

BELLUNO. Un chiodo piantato nella roccia per anni che si è improvvisamente staccato, causando una tragedia impossibile da dimenticare. Il 10 agosto 2012, Andrea Zanon, 38 anni, Maudi De March, 36 anni, entrambi di Chies d'Alpago, e David Cecchin, 28 anni, di Belluno, hanno perso la vita durante la scalata della via 'Dino e Maria' sul Monte Cridola, nel Bellunese.

 

"Erano tre persone esperte - ricorda Gianpaolo Bottacin, assessore all'Ambiente e alla Protezione civile della Regione Veneto - appartenenti al Soccorso alpino e speleologico del Veneto. Tre tra le persone che appartengono a questo corpo e che contribuiscono a garantire la sicurezza di chi va in montagna". 

 

E prosegue: "Tre persone che operavano come volontari. Tutti i volontari sono encomiabili, ma chi, come loro, mettono a rischio la propria vita per salvare gli altri, credo che abbiano qualcosa di straordinario, qualcosa al di fuori del comune, qualcosa di grandioso. Sono persone eccezionali. Ricordo ancora come fosse ieri la telefonata che mi fece l'allora delegato del soccorso alpino Fabio Bristot. Un pugno nello stomaco di quelli che non puoi dimenticare. Mai".

 

A strappare la vita dei tre soccorritori, quel tremendo giorno di 13 anni fa un chiodo d'acciaio, che si è improvvisamente staccato dalla roccia a cui David, Maudi e Andrea si erano appesi per recuperare le corde e salire di quota lungo la via Dino e Maria del Monte Cridola.

 

Così i tre membri del Soccorso alpino della stazione di Alpago sono precipitati nel vuoto per oltre un centinaio di metri, morendo sul colpo. A ricordarli oggi, 10 agosto, a distanza da quel drammatico incidente i colleghi del Soccorso alpino Veneto, che per loro hanno voluto scrivere due righe (colme d'affetto) pubblicate sui social.

 

"A Maudi, Andrea, David - si legge su Facebook -. Agosto è un mese impegnativo per tutti noi, per gli equipaggi del Suem e per le squadre a terra. Richiede impegno continuo, energie, zaino pronto, uscite nel mezzo della notte, missioni senza soluzione di continuità".

 

"Agosto è un mese impegnativo soprattutto perché ogni anno fissa delle date, che tutti noi portiamo incise nel cuore, come chiodi piantati nella roccia. Il 10 agosto è una di queste. Da quel giorno sul Cridola sono passati 13 anni, ma voi rimanete indelebili nei nostri pensieri. Oggi ancora di più. La montagna è generosa, dona meraviglie ma può togliere tanto, tantissimo".

 

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