“Il futuro della montagna passa per un turismo che la renda viva tutto l’anno”, Valeria Ghezzi: "Pìù che conservarla, dobbiamo accompagnarla verso il futuro “
L'intervento della presidente dell'Associazione Nazionale Esercenti Funiviari Valeria Ghezzi: "La montagna è un territorio vissuto, abitato, lavorato. Se vogliamo che continui ad esserlo, dobbiamo smettere di pensare alla sua tutela come ad un processo statico"

ROMA. "La montagna è un territorio vissuto, abitato, lavorato. Se vogliamo che continui ad esserlo, dobbiamo smettere di pensare alla sua tutela come ad un processo statico. In montagna il turismo è vita". A dirlo è Valeria Ghezzi, presidente di Anef (Associazione Nazionale Esercenti Funiviari), intervenuta a Roma durante l'evento “Perché l’Italia è economia del turismo. Manifesto per il futuro” promosso dal Ministero del Turismo.
Al centro del suo intervento il futuro del turismo montano e le sfide che attendono il settore, dalla destagionalizzazione agli investimenti in tecnologia e sostenibilità, fino alla necessità di garantire lavoro, servizi e prospettive alle comunità che vivono in montagna.
L’iniziativa è stata un momento di incontro e riflessione sul valore strategico del turismo per lo sviluppo economico, sociale e territoriale della Nazione: qui Valeria Ghezzi ha richiamato l’attenzione sul ruolo centrale della montagna nel futuro turistico del Paese e nella trasformazione che il settore sta vivendo oggi.
Un territorio, ha specificato, che "rappresenta circa un terzo della superficie nazionale" e che, nel corso dei secoli, "ha saputo affrontare le difficoltà legate alla marginalità geografica, all’emigrazione e allo spopolamento, costruendo nuove opportunità di sviluppo anche attraverso l’industria turistica".
Dalla vocazione prevalentemente invernale, è stato rimarcato, le destinazioni montane hanno "progressivamente ampliato la propria offerta, aprendosi alla stagione estiva e a nuove forme di fruizione. La vera sfida di oggi? Consolidare questo percorso, costruendo un "modello capace di generare valore durante tutto l’anno e di mantenere vive le comunità che abitano questi territori".
"La montagna è un territorio vissuto, abitato, lavorato. Se vogliamo che continui ad esserlo, dobbiamo smettere di pensare alla sua tutela come ad un processo statico. Più che conservare la montagna, dobbiamo accompagnarla verso il futuro", ha proseguito Valeria Ghezzi sottolineando la necessità di una nuova consapevolezza per una montagna che sappia "custodire le proprie identità e comunità, continuando al contempo ad innovarsi e a guardare avanti".
E poi uno sguardo alle Olimpiadi, che "hanno mostrato il volto internazionale, dinamico e contemporaneo della montagna. Ora la sfida è trasformare questo successo in un’eredità concreta e duratura".
Ad essere indicate dalla presidente dell'Anef tre priorità: la prima sfida è rendere la montagna "una destinazione che sia davvero quattro stagioni" valorizzando sport, cultura, natura ed eventi durante tutto l’anno e sfruttando al meglio le infrastrutture esistenti per creare nuove opportunità ed esperienze.
La seconda a detta di Ghezzi è "investire in tecnologia, ricerca e sostenibilità", trasformando le sfide del cambiamento climatico in occasioni di innovazione, efficienza energetica e gestione attenta delle risorse.
La terza, e più importante, "rendere possibile vivere in montagna, che significa garantire lavoro, servizi e prospettive ai giovani, affinché possano scegliere di restare e costruire qui il proprio futuro".
"Senza comunità vive - ha concluso Valeria Ghezzi - non c’è futuro per questi territori che devono continuare ad essere luoghi da abitare, in cui investire e costruire nuove opportunità. Il nostro compito è fare in modo che le generazioni future possano ereditare la montagna senza trovarla ferma nel passato, ma senza nemmeno averla perduta nel futuro".












