Tragedia in montagna, travolto da una valanga viene trascinato per decine di metri sbattendo sulle rocce in superficie: morto uno scialpinista
Il gravissimo incidente questa mattina (2 gennaio) nella zona delle Piccole Dolomiti: la slavina ha travolto l'uomo, un 50enne veneziano, mentre in compagnia di un amico stava scendendo il Vajo Gabele. Sul posto si sono portati tempestivamente i soccorsi ma per l'uomo purtroppo non c'è stato nulla da fare

VICENZA. Tragedia questa mattina (2 gennaio) sulle Piccole Dolomiti, dove uno scialpinista veneziano di 50 anni è stato travolto da una slavina e trascinato per decine di metri mentre, insieme a un amico, stava scendendo il Vajo Gabele (Qui Articolo).
I due, riportano i soccorritori intervenuti sul posto, erano saliti con piccozze e ramponi questa mattina presto dal Vaio Diagonale, decidendo di rientrare dal Vajo Gabele, che scende da Cima Mesole verso l'Altopiano delle Montagnole.
Mentre si trovavano nella parte finale è avvenuto il distacco di neve e sassi che ha trascinato l'uomo per un lungo tratto. Pur rimanendo in superficie, il 50enne ha sbattuto sulle rocce affioranti, riportando gravissimi traumi alla testa e all'addome.
L'amico che era con lui, rimasto fortunatamente illeso, lo ha raggiunto ed estratto dalla neve, lanciando l'allarme attorno alle 10 e 10. Il Soccorso alpino di Recoaro-Valdagno è stato quindi attivato dalla centrale di Vicenza e una squadra si è preparata in sede a intervenire, mentre sul posto si è diretto l'elicottero di Treviso emergenza.
Dopo una prima perlustrazione senza esito – e ostacolata dalle forti raffiche di vento – l'eliambulanza ha imbarcato un soccorritore che ha guidato l'equipaggio nella zona, dove è stato individuato il punto esatto.
Con un verricello di 70 metri sono stati calati in due rotazioni tecnico di elisoccorso ed equipe medica, mentre una squadra partita in motoslitta da località La Gabiola ha raggiunto a piedi il luogo dell'incidente per riaccompagnare a valle l'amico.
Purtroppo, come anticipato, per il 50enne non è stato possibile fare nulla e il personale sanitario ha dovuto dichiarare il decesso. La salma è stata recuperata con il verricello, trasportata al campo base e affidata ai carabinieri e al carro funebre.












