Un gigantesco stambecco di ghiaccio, il Trentino in gara ai 4 mila metri di Breckenridge nel campionato di sculture di neve: "Simbolo di tenacia e sicurezza"
La squadra trentina ha rappresentato l'Italia alla 35esima edizione dell'International Snow Sculpture Championship, appuntamento internazionale e annuale di sculture di neve organizzato ai 4 mila metri delle montagne del Colorado negli States

BRECKENRIDGE (Colorado, Stati Uniti d'America). Il Trentino protagonista all'International Snow Sculpture Championship ai 4 mila metri di quota di Breckenridge in Colorado negli Stati Uniti d'America, appuntamento internazionale e annuale di sculture di neve che attira migliaia di visitatori.
L'appuntamento, arrivato alla 35esima edizione, è andato in scena dal 24 al 28 gennaio scorso e l'Italia è stata rappresentata dal brentegano Moreno Togni e dai valsuganotti Vladimiro Tessaro, Samuele Tessaro e Daniela Simonetti con "Ibex" (The king of the alps), opera selezionata tra 12 finaliste provenienti da tutto il mondo. Una proposta "audace" per la difficoltà esecutiva, in quanto era necessario lavorare la neve con cautela, data la delicatezza di alcune parti, e per il soggetto inusuale in queste occasioni.

"Lo stambecco delle Alpi (Capra ibex), anche noto come stambecco alpino o semplicemente stambecco, è una specie di capra selvatica diffusa sulle montagne dell’arco alpino", spiega Togni. "Gli stambecchi alpini tendono a vivere su terreni ripidi e accidentati vicino al limite delle nevicate. Sono animali socievoli, sebbene maschi e femmine adulti rimangono separati per la maggior parte dell'anno, riunendosi solo per accoppiarsi. In alta montagna si arrampica con destrezza. Sistema con cautela i suoi eleganti zoccoli e osserva attentamente il sentiero. Sul terreno impervio delle Alpi lo stambecco si muove più sicuro di qualsiasi altra creatura. Si spinge fino a 3.500 metri di quota, un animale simbolo di tenacia e sicurezza".
A partecipare al campionato due squadre statunitensi, il Vermont e il team di casa Breckenridge, e le squadre da Corea, Malta, Germania, Lituania, Mongolia, Argentina, Finlandia, Ucraina e India.
I vari team hanno avuto a disposizione quattro giorni, notti comprese, per eseguire le opere ricavate da blocchi di neve da 30 tonnellate da 3x3 metri di lato e 3,5 metri in altezza con l'uso esclusivamente di attrezzi manuali. In questo tipo di simposi, infatti, è vietato l’utilizzo di qualsiasi attrezzo a motore. I lavori sono poi stati giudicati dal pubblico (anche online) e da una giuria tecnica.
A vincere l'opera coreana, mentre Mongolia e India hanno completato il podio decretato dalla giuria tecnica. Il premio popolare è stato assegnato al team indiano. Ex aequo al quarto posto tutti gli altri lavori. Le sculture sono rimaste poi visibili al pubblico fino al 3 febbraio, quindi sono state smantellate con il corso naturale dell'arte effimera delle sculture di neve.
"Un ringraziamento sincero alle realtà e alle persone che hanno sostenuto il progetto: Uyn per l’abbigliamento, DuoubleS per le sgorbie, Matteotti per l'affilatura e Marco Veronesi per i manici", conclude Togni.












