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5 Stelle, Degasperi propone nuove regole per le candidature e 'blinda' la sua. L'obiettivo è ostacolare Riccardo Fraccaro?

In un documento in nostro possesso il consigliere provinciale chiede alla Casaleggio & Associati alcune deroghe, anche quella di non aver avuto ruoli in altre liste o essere stati candidati per altri partiti e di evitare l'elezione on-line. Per alcuni grillini starebbe costruendo una lista di persone a lui vicine

Di Donatello Baldo e Luca Pianesi - 25 ottobre 2017 - 06:31

TRENTO. Espulsioni, accuse reciproche, regole che cambiano o che qualcuno vorrebbe cambiare, dubbi sui candidati alle prossime provinciali con transfughi di altri partiti pronti a salire sul carro a 5 Stelle: questo succede tra i grillini nostrani a poco più di un anno alle elezioni provinciali.

 

Perché sembra sia proprio questa scadenza a scaldare gli animi e a mettere in subbuglio il movimento di Beppe Grillo che in Trentino ha due punte indiscusse: il consigliere Filippo Degasperi e il deputato Riccardo Fraccaro.
 

Tra i due, si sa da molto tempo, c'è della ruggine. Una dissonanza che pubblicamente viene silenziata ma che ormai è un dato di fatto. La situazione è da separati in casa: uno si occupa delle questioni nazionali e l'altro di quelle provinciali, al punto che quando il deputato porta a Trento il tema del Reddito di Cittadinanza all'interno di un'iniziativa, il consigliere nemmeno si presenta.
 

L'uno deve pensare a farsi rieleggere in Parlamento (e con questa legge elettorale, in Trenino è un po' più faticoso della volta scorsa), l'altro deve tornare in Consiglio provinciale, alla testa della lista come candidato presidente. In quest'ultimo caso il successo è garantito, la strada è spianata per i prossimi 5 anni.
 

“Ma perché lui?”, si sono chiesti alcuni. “Perché lo statuto prevede che possa essere candidato presidente soltanto chi ha fatto una legislatura completa all'interno di un'istituzione”, ha risposto lo stesso Degasperi, chiedendo però che queste regole possano essere cambiate, non sia mai che qualcuno possa pensare che lui sia contento di questa corsia preferenziale.

 

Ma Riccardo Fraccaro non potrebbe essere uno dei concorrenti alla stessa carica? Abbiamo già detto che tra i due non corre buon sangue, perciò sembra che Degasperi sia corso alle contromisure. Effettivamente anche il deputato potrebbe ambire a diventare il candidato presidente 5 Stelle, questo nel caso non fosse rieletto in Parlamento (e con la nuova legge questo è probabile).

 

Ed ecco allora che in una riunione convocata alle 18 di un pomeriggio dello scorso settembre, Degasperi avanza una proposta messa per iscritto nei verbali del Movimento. Una proposta che di fatto lascerebbe al palo il deputato: “Le candidature devono essere depositate entro il 31/12/2017”.
 

Fraccaro eliminato. Il deputato, a quella data, è per certo ancora in Parlamento, le elezioni nazionali sono in febbraio, marzo, forse aprile. Degasperi non avrebbe concorrenti alla carica che gli garantisce automaticamente l'elezione in Consiglio provinciale.

 

Otto mesi prima la candidatura, “per permettere la preparazione dei candidati” ufficialmente, ma anche per impedire all'unico eventuale competitor la possibilità di partecipare alla sfida.

 

Ora, sia chiaro, queste non sono speculazione che facciamo noi: tutto questo, e tanto altro, è nel verbale interno di un Gruppo di lavoro, un documento in nostro possesso che molto ha fatto discutere gli iscritti all'interno di una mailing-list riservata ai 5 Stelle.

 

Nella stessa proposta, il consigliere chiede siano derogate alcune regole per le candidature, e la richiesta dovrebbe essere indirizzata a Milano, alla Casaleggio & Associati che dovrà poi dire la sua. Regole che per i 5 Stelle sono dei capisaldi, come quella che esclude dalle liste chi abbia già avuto ruoli in altri partiti e che prevede il divieto di alleanze e coalizioni.
 

Ma vediamo nel dettaglio le richieste di modifica che alcuni grillini hanno già contestato come 'regole ad personam' per facilitare l'attuale consigliere nella costruzione di una sua lista, con persone a lui vicine. Prima regola da modificare: non aver mai partecipato a elezioni in qualità di candidati prima della fondazione del MoVimento 5 Stelle, ovvero dal 4 ottobre 2009.

 

Si propone per il Trentino di abolire questo punto, o di introdurre di non aver partecipato a elezioni prima della fondazione del M5S ad esclusione di liste civiche, candidatesi sul territorio provinciale”. Se passasse questa proposta, nella sua versione completa, Giovanna Giugni potrebbe correre alle elezioni provinciali, anche se ben dopo il 2009 è stata candidata e pure eletta con altre forze politiche.
 

Motivo di questa deroga, secondo il consigliere Degasperi, anche quello di avere nelle fila del M5S in Consiglio provinciale un esponente di una lista civica ladina. Un seggio, è bene ricordarlo, è dato al ladino più votato alle elezioni, e quindi perché no?

 

Degasperi ha spiegato al Gruppo di Lavoro che ha già in mente una persona, un ladino con cui sta già collaborando, che forse ha già partecipato come candidato alle elezioni. Qualche militante sembra aver obiettato che i grillini alleanze non ne fanno, che sarebbe meglio una lista ladina a 5 Stelle.

 

Oltre a questo che Degasperi avrebbe già individuato, c'è chi pensa che questa deroga possa far entrare nelle liste alcune persone ultimamente a lui vicine, come Giambattista Pastore e Massimo Corradini.

 

Questi due hanno addirittura fatto il viaggio assieme al consigliere verso “Italia 5 Stelle”, la kermesse di Rimini del settembre scorso. Ma il primo non è nuovo alla politica: risulta tra i fondatori, appena un anno fa, di Agire per il Trentino, la formazione politica di Claudio Cia.
 

E nemmeno il secondo è di primo pelo, anzi. E' stato iscritto al Pri, i repubblicani di La Malfa, per poi aderire ai Leali assieme a Filippo Degasperi. Ma per lui non dovrebbero esserci problemi con il regolamento, l'ultima volta che si è candidato è stato nel 2008 alle elezioni provinciali con i Leali al Trentino.

 

Altra deroga, quella dalla piattaforma Rousseau. “Essendo la provincia Autonoma e con 500 mila persone, che gli attivisti sul territorio non sono molto numerosi – propone Degasperi – onde evitare che il M5S trentino sia facilmente scalabile da persone non conosciute, si richiede di non effettuare il metodo di votazione on-line tramite il portale Rousseau”.
 

Si propone che a votare siano sempre gli iscritti a Rousseau ma attraverso urne fisiche nelle valli del Trentino: “Facendo ciò si auspica che di evitare candidati e votanti sconosciuti totalmente al gruppo del M5S trentino” e che quindi qualcuno possa far iscrivere al gruppo i propri sostenitori, i parenti e gli amici, insomma, “per potersi così candidare o influenzare il voto”.
 

Insomma, alla faccia del 'potere della rete', si vuole tornare all'urna fisica in cui si mette la scheda, passando dagli occhi indagatori degli scrutatori che oltre all'iscrizione certificata dal portale devono verificare eventuali parentele o amicizie interessate con l'eventuale candidato.
 

“Buon senso vorrebbe – scrive un iscritto alla mailing list su cui è stato postato questo documento – che chi è direttamente interessato alla candidatura non parlasse di regole. Trovo che si tratti di un enorme conflitto di interesse che può far sospettare volontà di regole ad personam”.
 

Lo stesso buonsenso che aveva dimostrato, a onor del vero, Riccardo Fraccaro quando intervistato proprio da questo giornale diceva questo a proposito delle regole sulle elezioni: “Sono dell'idea che chi è dirittamente interessato alla candidatura, meno ha a che fare con le regole meglio è".

 

"Altrimenti - spiegava in tempi non sospetti il deputato - ci sarebbe un conflitto di interesse. Uno farebbe le regole più favorevoli a se stesso - concludeva -  come fanno gli altri partiti sulla legge elettorale”.

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