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''Autonomisti Popolari'', il partito di Kaswalder che vuole unire il centrodestra. ''Vedrai che bel risultato''

Di alleanze per ora non si parla ma se si va per esclusione si capisce bene dove si va a parare, perché se l'alternativa è al centrosinistra non rimane mica tanto. "E' chiaro che siamo all'opposto del Pd - afferma - per il semplice fatto che le loro priorità noi non le condividiamo"

Pubblicato il - 18 novembre 2017 - 20:12

TRENTO. Venerdì ha fatto la conferenza stampa al Bicigrill, sabato la riunione fondativa del suo nuovo partito che si chiamerà Autonomisti popolari e oggi si riposa soddisfatto. "Eravamo tanti - afferma  Walter Kaswalder - più di cento, venuti da ogni parte del Trentino. Abbiamo mandato l'invito a due, tre per valle e ne sono arrivati molti di più".

 

Saranno i suoi nuovi compagni di avventura, un'avventura che ha come meta le elezioni provinciali. "Più che le politiche di primavera a me interessa il voto dell'autunno prossimo - ammette - perché la nostra missione è quella dell'alternativa a questo centrosinistra".

 

Di alleanze per ora non si parla ma se si va per esclusione si capisce bene dove si va a parare, perché se l'alternativa è al centrosinistra non rimane mica tanto. "E' chiaro che siamo all'opposto del Pd - afferma - per il semplice fatto che le loro priorità noi non le condividiamo". 

 

E le elenca: "Preferenze di genere, Ius soli, garante dei carcerati: ma questi le hanno lette le relazioni della Banca d'Italia? Hanno visto che a Bolzano ci vanno 31 milioni di turisti e in Trentino soltanto la metà? E' un'indecenza - afferma - e di questo si dovrebbe parlare".

 

"Per quanto riguarda le alleanza - spiega Kaswalder - noi partiamo dalle liste civiche, quelle composte da amministratori, gente che ha lavorato con la gente, che non cerca una collocazione. Persone che un lavoro ce l'hanno già". 

 

Ma la politica è fatta anche dai partiti, "e faremo il giro di tutti con un programma, con pochi chiari punti da condividere per la sfida del governo del trentino". Perché il consigliere che ha lasciato il Patt dopo tanti anni ha voglia di vincere: "Mi piacerebbe mandare a casa qualcuno della giunta".

 

Una giunta di cui non salverebbe nessuno. A cominciare da chi la guida. "Per Ugo Rossi ho raccolto uno ad uno i voti per le primarie che lo portarono a guidare la coalizione - ricorda il consigliere con un filo di amarezza - perché io ci credevo. Ma dal giorno che è diventato presidente è cambiato, ha cambiato la personalità".

 

"Sarà per lo stress - dice - ma non è più quello di prima. Sempre a dire che se non si fa come lui si va tutti a casa, incapace di tenere assieme la sua squadra: gli assessori - spiega - vanno ognuno per conto suo". 

 

Questa è la sua analisi, "perché le cose io le ho viste anche dall'interno del Patt e dall'interno della maggioranza". E ora sta all'opposizione, nel gruppo misto, affascinato non più dai notabili delle Stelle alpine o dalle nuove leve del Patt. Ora guarda con ammirazione a Degasperi dei 5 Stelle, "il più preparato dei consiglieri", e a Borga di Civica Trentina, "si vede che anche lui ha fatto il sindaco". 

 

Ma con i 5 Stelle sarà difficile fare le alleanze. "Hanno percentuali da capogiro - spiega Kaswalder - potenzialmente possono ambire al governo solo se l'ultimo miglio lo fanno con un'alleanza. Anche non politica, solo programmatica, come in Germania". 

 

"Pochi punti, un contratto da sottoscrivere, si uniscono le forze e si vincono le elezioni". Walter Kaswalder la pensa così e in questa partita si pone come federatore. "Io parlo con tutti e cerco di convincere tutti quelli che sono alternativi a questa maggioranza a trovare i punti in comune per costruire una coalizione vincente". 

 

Lui parte con il suo gruppo, Autonomisti Popolari. "E parto con umiltà e determinazione, siamo una bella squadra". E nel gruppo ci sono l'ex consigliera provinciale Franca Penasa, l'ex assessore a Trento Sergio Nicolini, l'ex segretario cittadino Mauro Dallapè, poi Michele Condini, già presidente della circoscrizione Centro storico, Roberto Bosetti che arriva dai socialisti.

 

"Vedrai che risultato che faremo", e Kaswalder prende come buon auspicio la lista che in Sicilia, con lo stesso nome - o quasi - della sua ha portato a casa un ottimo risultato. "Popolari e Autonomisti" si chiamano - ricorda Kaswalder - e hanno fatto il 7%. Se fosse così per noi ci farei la firma".

 

Di cattivo auspicio è però la lista che nel 2008 appoggiò Sergio Divina. Si chiamava anche quella "Autonomisti Popolari": prese 802 voti, lo 0,29%.  Ma Kaswalder non si fa mica intimorire dai presagi: "Vedrai che risultato che faremo", ripete sempre più convinto. 

 

 

 

 

 

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