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Biotestamento, i 5 Stelle chiedono a sindaco e Consiglio comunale di aderire all'appello di Mina Welby

I consiglieri pentastellati hanno presentato una mozione che chiede di fare pressione sui senatori affinché approvino senza modifiche il testo della Camera sul fine vita

Pubblicato il - 15 novembre 2017 - 13:29

TRENTO. "L'argomento è di grande importanza - spiegano i consiglieri 5 Stelle in Consiglio comunale - per questo chiediamo al nostro Comune di essere in prima fila". E l'argomento è quello della legge sul Testamento biologico che rischia di non vedere la luce se il Parlamento non si dà una mossa per l'approvazione.

 

Per questo Andrea Maschio, Paolo Negroni, Marco Santini hanno presentato una mozione che chiede al sindaco di sostenere l'appello lanciato dall'associazione Luca Coscioni che chiede la mobilitazione anche dei sindaci, affinché si faccia pressione sulle Camere.

 

"L'articolo 32 della Costituzione della Repubblica Italiana stabilisce che «nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge» e l'Italia ha firmato nel 2001 (ma non ancora ratificato) la Convenzione sui diritti umani e la biomedicina di Oviedo del 1997 che stabilisce che «i desideri precedentemente espressi a proposito di un intervento medico da parte di un paziente che, al momento dell'intervento, non è in grado di esprimere la sua volontà saranno tenuti in considerazione»".

 

Nell'aprile scorso è passato alla Camera dei Deputati, e trasmessa al Senato, la legge concernente norme in materia di consenso informato e di dichiarazioni di volontà anticipate nei trattamenti sanitari al fine di evitare l'accanimento terapeutico.  

 

Una volta approvata, la legge consentirebbe a qualsiasi maggiorenne la possibilità di rinunciare ad alcune terapie mediche, in particolare la nutrizione e l’idratazione artificiale. Questa interruzione può essere ottenuta anche con le cosiddette “disposizioni anticipate di trattamento” (DAT), un documento nel quale si può indicare a quali terapie si vuole rinunciare e a quali condizioni, nel caso in cui a un certo punto si sia impossibilitati a esprimere la propria opinione.

 

Rispondendo a una lettera, inviata in data 6 giugno 2017, di un dirigente dell’associazione Luca Coscioni che da anni si occupa dei diritti dei malati terminali, il presidente del Senato Piero Grasso ha detto che sarebbe molto grave se il Senato non riuscisse ad approvare la legge.

 

La stessa associazione Luca Coscioni ha recentemente lanciato un appello ai sindaci per l’approvazione definitiva sul biotestamento. Nell’appello si richiede ai sindaci di sottoscrivere la richiesta di trasmettere in aula il disegno di legge sul biotestamento senza ulteriori modifiche, al fine di scongiurare un ulteriore passaggio alla Camera che ne impedirebbe nei fatti l’approvazione definitiva.

 

Il dispositivo su cui i consiglieri pentastellati chiedono l'assenso dell'intero Consiglio è questo: "Il Consiglio comunale impegna la Presidente del Consiglio ad inviare il presente ordine del giorno al presidente del Senato Piero Grasso e ai senatori eletti in Trentino.

 

Chiede anche al sindaco Andreatta di aderire all'appelli lanciato da Mina Welby che recita così: "Noi sindaci sottoscritti, per scongiurare un nuovo passaggio alla Camera che ne impedirebbe nei fatti l'approvazione definitiva, chiediamo che il Disegno di Legge sul 'consenso informato e le disposizioni anticipate di trattamento' sia trasmesso in Aula per il voto senza ulteriori modificazioni, al fine di non lasciare senza risposta le attese e le speranze di tanti cittadini".

 

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