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Di Battista show a Trento: "Siamo la prima forza politica, queste elezioni le stravinciamo"

Nella sua libertà da non candidato, Alessandro Di Battista dialoga con i rappresentanti del Movimento 5 Stelle Riccardo Fraccaro, Filippo Degasperi e Andrea Maschio. Oltre cinquanta le persone rimaste fuori dal Teatro San Marco, inadeguato per l'evento di presentazione del programma M5S per le elezioni di marzo 2018

Di Cinzia Patruno - 30 dicembre 2017 - 20:32

TRENTO. Una cinquantina di persone rimaste fuori dal teatro San Marco, nel quale Alessandro Di Battista ha presentato il programma elettorale del Movimento 5 Stelle davanti a oltre quattrocento persone (secondo i calcoli del protagonista della serata). Il deputato M5S ha dialogato con Riccardo Fraccaro, portavoce e deputato, Andrea Maschio, consigliere comunale, e Filippo Degasperi, portavoce in giunta provinciale. Di Battista, che non si candiderà alle elezioni vuole "dare un sostegno al Movimento, ma fuori dal palazzo".

 

Una location probabilmente inadeguata: c'era da aspettarsi un buon numero di partecipanti vista l'eco mediatica di Di Battista. "Ci dispiace per chi è rimasto fuori, la prossima volta prenderemo uno stadio – dice il portavoce Fraccaro -. Una prossima volta che non è poi così lontana, perché il 5 gennaio Luigi Di Maio sarà a Mori: una buona occasione per considerare i giusti spazi per i fan del Movimento. "Ringraziamo – continua Fraccaro - per l'affluenza nonostante il periodo delle feste, in cui generalmente tutti noi preferiamo recuperare un po' di serenità passando il tempo con le nostre famiglie".

 

In una sorta di dialogo con il pubblico, è Alessandro Di Battista il protagonista dello show, che parla a ruota libera, raccontando episodi e utilizzando quell'ironia che "in quella vasca di squali, mi ha tenuto in vita per quattro anni". Entusiasta della libertà nella campagna elettorale che la non-candidatura gli ha concesso, Di Battista incanta il pubblico. "Siamo la prima forza politica del Paese? Sì. Le stravinciamo queste elezioni". Spara a zero sugli altri rappresentanti della classe politica italiana, con varie menzioni alla 'mummia di Arcore' Berlusconi, che trascina la platea.

 

"Io non so come devo impostare la campagna elettorale – continua, acclamatissimo -. Dobbiamo parlare degli altri? Per me esistono dei pecoroni che hanno paura di cambiare, che galleggiano, che sopravvivono. Non siamo pecore, siamo cittadini italiani. Io ci credo tanto".

 

E la non-candidatura è definitiva? "Ho già preso la mia decisione, per un po' ho deciso di cambiare vita. Il Movimento 5 Stelle resta la mia anima. Presi la decisione nel 2014 e, a differenza dei vari Renzi e Boschi, io sono una persona di parola". Si tornerà dunque alla vita di prima, tra reportage internazionali e paternità, come secondo il Movimento, è normale che sia.

 

Per Riccardo Fraccaro "Le promesse fatte nel 2013 le abbiamo mantenute tutte. Se ci darete la possibilità di governare, faremo di tutto per rendere questo Paese più sereno". Il deputato ha illustrato la situazione in cui versa il Movimento 5 Stelle a livello nazionale. "Cinque anni fa stavamo raccogliendo le firme proprio qui a Trento per poterci candidare. Eravamo perfetti sconoscuti. In quel periodo i 'commentatori da salotto' dicevano che eravamo delle meteore. Sono tutti uguali, dicevano. Noi siamo sopravvissuti, non siamo falliti, non siamo delle meteore. Siamo la prima forza politica del paese per un semplice motivo: noi non ci siamo venduti. E non è che non siamo cambiati. Siamo un movimento, cambiamo continuamente. In qesti anni ci siamo impegnati tantissimo per poter crescere e abbiamo ottenuto tanti risultati, anche stando all'opposizione".

 

Fraccaro ha toccato vari temi, tra cui quello della scuola, che sarebbe il punto di partenza del programma del Movimento 5 Stelle, il turismo, la sicurezza e la sanità. Ha poi concluso con una citazione di Napoleone Bonaparte: "Due cose muovono le persone: l'interesse e la paura" e chiedendo alla platea se ci sia più interesse a cambiare le cose o più paura.

 

Filippo Degasperi ha raccontato invece la propria personale esperienza: "In consiglio regionale, siamo una specie di enclave circondati da una quindicina di consiglieri del Partito Democratico. Chi oggi ci governa, lo fa con un unico collante che è il potere. Non esiste un'idea né un progetto".

 

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