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| 19 dic 2017 | 06:30

Doccia fredda per Giacomo Bezzi, se Berlusconi dovesse decidere di non candidare i consiglieri regionali al Parlamento

Una doccia fredda che avrebbe fatto gelare, e arrabbiare, il consigliere provinciale. La scappatoia potrebbe essere quella di candidarsi all'estero con il Maie, il Movimento degli italiani all'estero che ha contribuito a fondare e di cui è stato coordinatore per l'Europa

di Donatello Baldo

TRENTO. La scadenza per le candidature si avvicina, le elezioni politiche sono alle porte e per riempire le caselle delle circoscrizioni e dei collegi si stanno già facendo i conti. Qualcuno immancabilmente resta fuori.

 

Se a rimanere a casa è però un pezzo grosso come Giacomo Bezzi, ora consigliere provinciale di Forza Italia che l'appellativo di onorevole se l'è conquistato nel 2006 da deputato, la notizia è ghiotta. Aspirava al seggio romano, questo si sa per certo.

 

A interrompere il sogno della rielezione in Parlamento sembra sia un motu proprio emesso dal presidente Berlusconi: i consiglieri regionali e gli europarlamentari non si possono candidare. I posti sono pochi, le richieste sono tante. 

 

Una doccia fredda che avrebbe fatto gelare, e arrabbiare, il consigliere provinciale. Forse la notizia è stata portata a Trento dalla deputata Michaela Biancofiore che nei giorni scorsi è stata alla corte dell'ex Cavaliere ad Arcore per le riunioni che si susseguono in vista della scadenza elettorale.

 

Lei smentisce, "non so nulla di questa cosa". Chissà, forse è vero, lei non sa niente, ma qualcuno che lo sa l'ha detto a Bezzi, che ha passato la mattina al telefono per lamentarsi di quest'ingiustizia che gli mette i bastoni tra le ruote.

 

Alla buvette del Consiglio provinciale, camminando nervosamente avanti e indietro, parlava con la sua voce baritonale ed era impossibile non sentirlo e non capire il senso della conversazione. In molti si sono accorti che era tirato come la corda di un violino, alcuni hanno capito subito il perché: le voci girano velocemente.

 

La scappatoia potrebbe essere quella di candidarsi all'estero con il Maie, il Movimento degli italiani all'estero che ha contribuito a fondare e di cui è stato coordinatore per l'Europa. Una sfida però molto difficile e costosa, ma chissà che Giacomo Bezzi non ci stupisca un'altra volta e non riesca a tornare tra i palazzi romani, più autorevoli di quelli provinciali.

 

 

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