Bezzi alla carica: ''Potrei candidarmi sindaco di Trento''. Ma se torna in Consiglio andrà all'opposizione. Savoi: ''Sei un nemico della Lega''
Nel 'duello' tra Bezzi e Savoi il primo round è a favore del primo, che attacca: "Intimidazioni per farmi desistere dal ricorso". Critico su alcune scelte di Fugatti: "Sono contrario alle guardie armate davanti alle chiese"

TRENTO. "Ho subito un danno morale, economico e politico", dice Giacomo Bezzi all'indomani della sentenza che gli attribuisce i due voti mancanti per la conquista del seggio in Consiglio provinciale. Ora è lui, almeno virtualmente, il consigliere provinciale, e Alessandro Savoi perderebbe il seggio in base a quando stabilito dal Tar di Trento.
Savoi ha presentato, sempre al Tar, un ricorso incidentale e su questo la pronuncia del Tribunale amministrativo è prevista per il prossimo 4 aprile. Per un calcolo complesso, con due voti la lista di Bezzi è ora in vantaggio. Alla Lega, per riprendersi il seggio, dovrebbero essere assegnati non due ma quattro voti. Ma se nelle prossime verifiche alla lista Bezzi fosse assegnato un solo altro voto, a quel punto sarebbero ben 17 i voti che la Lega dovrebbe recuperare.
E' per questo che Bezzi si sente più che fiducioso, tanto da convocare una conferenza stampa in cui spiega quanto abbia sofferto la questione, quanto sia stato un danno per la sua persona. Un danno, oltre che economico, anche politico e morale. "Sono stato privato di un diritto per colpa di gravi lacune dell'Ufficio centrale circoscrizionale", l'organo che doveva vigilare sulla regolarità del voto.
"Nulla contro le funzionarie e le dirigenti della Provincia, ma avrei tanto da dire sull'impreparazione dei presidenti di seggio che non hanno svolto bene il loro lavoro. Ci sono addirittura due comuni in cui ci sono più schede votate che elettori". Accuse gravi, che Bezzi lancia alla presenza del suo avvocato Lorenzo Eccher in una conferenza stampa convocata ad hoc.
Dopo il primo pronunciamento del Tar potrebbe addirittura presentare un'istanza per vedersi riconosciuta, fin da subito, la possibilità di accedere alla carica di consigliere provinciale, ma ha deciso di attendere. Nel frattempo tiene il punto e parla della sua battaglia.
"Questa è una battaglia per la democrazia e per la libertà - afferma il consigliere sub judice - e per desistere dal ricorso ho subito pressioni incredibili, telefonate nel pieno della notte, messaggi su Facebook. Prepotenza e arroganza". Una battaglia che è disposto a porte fino in fondo. "Anche candidandomi a sindaco di Trento".
E questa è la prima candidatura ufficiale per le elezioni comunali del 2020. "Su Trento abbiamo quasi 2 mila voti e potrei misurarmi con un sistema elettorale molto più chiaro di quello per le elezioni provinciali. Un sistema a doppio turno". E qui Bezzi non lo dice, ma si capisce bene: al secondo turno i sui voti andrebbero da una parte o dall'altra dello schieramento?
Il punto che si apre ora è tutto politico. Il suo ricorso per prendersi il seggio è considerato dalla Lega come un'azione ostile. Se vince Bezzi perde Savoi, che ieri ha già espresso il suo pensiero: "Entrerai in Consiglio, forse, ma all'opposizione perché sei diventato nemico della Lega. Sappilo". Bezzi rassicura: "In Consiglio ci vado per esprimere le mie opinioni, per rappresentare gli elettori che mi hanno eletto. E chiedo rispetto delle idee e della democrazia".
Ma si capisce bene dove si posizionerà Bezzi se il Tar dovesse decidere definitivamente in suo favore: "Sono di centro", e si posizionerà lì. Non in maggioranza, non a destra. "C'è bisogno di moderazione e posso dire che se fossi stato in in Consiglio non avrei accettato la decisione di Fugatti di mettere i vigilantes armati davanti alle chiese, perché io la penso come l'arcivescovo".
Un Bezzi battagliero, pronto a candidarsi a sindaco di Trento, "per portare avanti gli ideali di democrazia e libertà che in questi mesi mi hanno impedito di professare", e per mettere in crisi il centrodestra, ma pronto anche a sfidarle Fugatti sui temi e sulle questioni più care alla Lega ora al governo del Trentino.


















