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| 14 giu 2019 | 16:55

Caso Savoi-Bezzi, Fugatti con la Regione in favore del leghista. L'esponente di Udc: ''Supereremo anche questo, nonostante tanta cattiveria"

Si riaccende la diatriba dopo il ricorso di Bezzi e la sentenza del Tar che gli aveva assegnato il seggio. La tensione è salita tra accuse e numerosi botta e risposta, mentre il leghista è stato poi reintegrato, per il momento, nel ruolo di consigliere provinciale. Bezzi: "Non è più un dubbio che con i voti reali dovrei diventare consigliere provinciale. Sconcertato da questo atteggiamento"

Caso Savoi-Bezzi, Fugatti con la Regione in favore del leghista
di Redazione

TRENTO. "I voti li abbiamo presi. Tanti, onesti, su una proposta politica. Mi aspettavo che tutti i consiglieri provinciali si facessero garanti dei processi democratici, a tutela di tutti i cittadini e delle istituzioni", queste le parole di Giacomo Bezzi (Unione di centro) dopo che il presidente Maurizio Fugatti ha deciso di interessare la Regione nella querelle elettorale tra l'esponente di Unione di centro e Alessandro Savoi della Lega.

 

Si riaccende la diatriba dopo il ricorso di Bezzi, rimasto fuori dal consiglio provinciale per un paio di voti, e la sentenza del Tar che gli aveva assegnato il seggio. La tensione è salita tra accuse e numerosi botta e risposta, mentre il leghista è stato poi reintegrato, per il momento, nel ruolo di consigliere provinciale.

 

Il Consiglio di Stato aveva, infatti, deciso di accoglie l’istanza cautelare che era stata fatta da Savoi subito dopo la sentenza del Tar che consegnava il seggio in Provincia a Giacomo Bezzi, rinviando la decisione definitiva a maggio

 

Una situazione che diventa sempre più ingarbugliata. La sentenza del Consiglio, infatti, ha avuto l'effetto di sospende l’esecuzione della sentenza appellata, cioè quella del Tar, fino alla decisione collegiale che avverrà con la camera di consiglio del 16 maggio (Qui articolo).

 

Ora la giunta regionale, su proposta di Fugatti, ha previsto di chiedere all'avvocatura di contestare un vizio di forma sul ricorso presentato da Bezzi. E' stato fatto notare che non è la Regione ad avere competenza in materia, ma quella provinciale. Un'azione vista come un modo di allungare i tempi, di circa un anno: se l'avvocatura dovesse acconsentire alla richiesta della giunta regionale, allora il Consiglio di stato dovrà rimandare al Tar la questione sollevata in via Gazzoletti.

 

"Non è più un dubbio - conclude Bezzi - che con i voti reali dovrei diventare consigliere provinciale. Adesso coinvolgere le istituzioni per l’interesse di un partito o di un singolo, invocando una notifica non necessaria (che vedrebbe la Regione nella posizione di non poter dire nulla in un giudizio di cui sarebbe solo spettatrice) mi lascia sconcertato, dispiaciuto e preoccupato per la garanzia dei processi della democrazia. Niente paura, supereremo anche questo, nonostante tanta cattiveria".

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