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Il centrodestra alle prese con le candidature, Forza Italia ancora in alto mare

Sicure, o quasi, le posizioni di Lega e Fratelli d'Italia. Il partito di Berlusconi in difficoltà: Malossini ha detto no, su Perego c'è qualche 'ombra', Bezzi non si sa cosa decideranno ad Arcore e nella mischia forse spunta Giorgio Manuali

Di Donatello Baldo - 06 gennaio 2018 - 17:24

TRENTO. Riunione dopo riunione, il quadro delle candidature sullo scacchiere dei collegi trentini sembra prendere forma. Almeno per quanto riguarda il centrosinistra autonomista, perché il centrodestra sembra ancora navigare in alto mare.

 

Per quest'ultima formazione - che raggruppa Forza Italia, Lega e Fratelli d'Italia - i nomi certi sono pochi. Si sa che Andrea de Bertoldi, del partito di Giorgia Meloni, correrà nel collegio senatoriale di Trento, in contrapposizione a Panizza del Patt.

 

Sul collegio di Rovereto, che comprende oltre alla Vallagarina anche il Basso Sarca e la Val di Ledro, corre l'amico personale di Salvini. Si tratta dell'assessore di Pinzolo Diego Binelli che al Senato sfiderà Tiziano Mellarini.

 

Sempre a Rovereto, alla Camera però, non c'è nessun nome dato per sicuro: Mario Malossini si è tirato indietro. Sarebbe stata una buona candidatura, secondo alcuni, perché l'ex presidente della Giunta provinciale nella zona del lago di Garda ha ancora qualche buon aggancio.

 

Ma la sua persona, e la sua storia politica, a qualcuno sembrava troppo ingombrante. Forse non a tutta la coalizione era d'accordo, sta di fatto che ha tolto a tutti l'imbarazzo e ha declinato l'invito a candidarsi.

 

Maurizio Fugatti correrà (forse) per la Camera nel collegio della Valsugana. Ma forse sta facendo un po' di conti (il seggio è dato in bilico tra centrodestra e centrosinistra: non è sicuro) e per evitare sorprese valuta la di presentarsi come capolista sulla quota proporzionale della Camera. 

 

Forza Italia è la componente della coalizione più ermetica, non si sbilancia, anche perché nella scelta delle candidature pesa tantissimo il rapporto con il nazionale, con Berlusconi stesso: e sono molti quelli che mandano ambasciate, che implorano benedizioni. 

 

Gira il nome di Gabriella Maffioletti, perché anche il centrodestra deve schierare, su base regionale, qualche donna. Ma anche quello di Claudio Cia, come esponente di tutta la coalizione, senza targhe di partiti nazionali, semmai dentro un'alleanza che porti in sé anche il simbolo di Agire. Poi c'è Giacomo Bezzi che ci spera fino all'ultimo.

 

Se riuscirà a spuntarla ad Arcore, convincendo il presidente a derogare alla regola che i consiglieri regionali non si candidano, vorrà cimentarsi in Valsugana, il seggio che si ritiene possa essere stappato al centrosinistra autonomista.

 

Girano anche altri nomi, uno su tutti quello di Maurizio Perego. Ma su di lui c'è un'ombra che si staglia: una sospensione dall'ordine degli avvocati per motivi amministrativi, non per questioni di disciplina. 

 

Un ombra quindi nemmeno così nera come molti vorrebbero far credere: in passato ha patteggiato un'accusa di bancarotta ma per quel fatto la sospensione fu temporanea, come succede in casi di quel tipo. La questione amministrativa potrebbe essere regolarizzata, ma dentro al centrodestra sembra che questa sia una delle motivazioni dello stop alla candidatura.

 

C'è il sospetto che queste mosse, tutte interne al centrodestra, servano soltanto per azzoppare i potenziali candidati. Di nomi se ne fanno altri, molti noti, alcuni meno noti. A muovere le fila, su mandato di Michaela Biancofiore, in Trentino è Giorgio Manuali.

 

C'è che sospetta che alla fine, dopo aver bruciato tutti i nomi, spunti la sua candidatura

 

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