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Viola lascia la vicepresidenza del Consiglio, in pole position Nerio Giovanazzi

Da 25 anni in Consiglio provinciale, l'esponente di Amministrare il Trentino sembra essere il favorito. Ricordato anche per lo scontro con Margherita Cogo e per l'intemperanza contro Widmann in Consiglio Regionale

Di Donatello Baldo - 04 dicembre 2017 - 20:42

TRENTO. Walter Viola è passato nella maggioranza e il suo ruolo di vicepresidente del Consiglio deve lasciarlo ad altri. E' una poltrona che spetta di diritto all'opposizione, la più alta a cui possono ambire le minoranze. Ha detto che in settimana formalizza le dimissioni, che l'Aula discuterà alla prima occasione di dicembre.

 

Si è aperta quindi la corsa alla successione, una competizione che però non ha entusiasmato più di tanto. Il ruolo istituzionale obbliga a un certo contegno, un fardello durante gli scontri tipici della campagna elettorale. 

 

Sembra che ci abbia fatto un pensierino Claudio Civettini ma non sembra aver trovato molti sostenitori. Il suo temperamento sanguigno, che spesso lo ha fatto scontrare con il presidente Dorigatti e con gli altri colleghi consiglieri, non gioca a suo favore. Alla vicepresidenza si indica solitamente un moderato, che garantisca equilibrio soprattutto.

 

Sembra che la scelta cadrà su un uomo che si posiziona al centro degli schieramenti, un 'vecchio di caserma' che conosce bene le regole del gioco e del Palazzo. Si tratterebbe di Nerio Giovanazzi, consigliere di lunga data.

 

E' eletto per la prima volta consigliere provinciale all'inizio degli anni '90, quasi 25 anni fa. E' stato assessore con le Giunte Andreotti nella XII legislatura, vicepresidente del Consiglio nella XII.

 

Rieletto nel 2003 con Forza Italia, poi si ripresentò nel 2008 con una sua lista, Amministrare il Trentino, e rientrò in Consiglio provinciale. Poi ancora nel 2013, sostenendo Diego Mosna e riprendendo il suo posto tra le minoranze.

 

Dopo 25 anni, dicevamo, sembra abbia deciso di lasciare gli scranni del Consiglio per dedicarsi alla meritata pensione. Anche per questo sembrerebbe il più indicato per il ruolo di vice: non ha interessi in questo ultimo scorcio di legislatura, non sfrutterebbe la posizione per farsi campagna elettorale.

 

Ma siamo sicuri? All'ultima elezione disse a tutti, anche alla stampa, che il suo seggio l'avrebbe lasciato a una donna, a Vanessa Masè che per numero di preferenze arrivo dopo di lui per poco più di 100 voti. Poi cambiò idea e si tenne il posto.

 

Sulla sua imparzialità nessuno ha dubbi: è uomo probo ed equilibrato. Un po' veemente però quando si arrabbia: durante una discussione animata si rivolse alla consigliera Margherita Cogo dicendole 'stronza', secondo alcuni testimoni. (Per altri disse 'stronzate', senza un preciso riferimento a lei).

 

La questione finì sui giornali, la consigliera lo denunciò ma poi il giudice archiviò tutto: alcuni sentirono in un modo, altri nell'altro, altri non sentirono proprio nulla. Ma tutti videro un altro scontro, quest'ultimo immortalato dalle telecamere: un 'assalto' alla presidenza del Consiglio Regionale.

 

La discussione era animata e il presidente Widmann tolse la parola al consigliere. Giovanazzi scese dal suo scranno e si diresse a grandi passi verso quello più alto del Consiglio. Si rivolse a Widmann a pochi centimetri dal naso dicendogli che in 25 anni mai si era visto spegnere il microfono.

 

Qui sotto il video che descrive un comportamento decisamente inappropriato per un'Aula consiliare. Un'intemperanza che un vicepresidente dovrebbe censurare.

 

 

 

 

 

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