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A parte il Patt, su Rossi non scommette più nessuno. ''La rigenerazione del centrosinistra passa anche dal nodo della leadership''

Nel vertice di maggioranza si è deciso ufficialmente di mettere in discussione anche il candidato presidente. Nelle prossime riunioni il suo nome sarà valutato assieme ad altre proposte. Al tavolo della coalizione si aggiungono anche i radicali con Fabio Valcanover

Di Donatello Baldo - 27 aprile 2018 - 10:55

TRENTO. Tre ore di riunione, tutti attorno al tavolo della sede del Pd. Si è discusso un'altra volta di metodo, ma questa volta sembra che i paletti siano stati ben piantati: "Il centrosinistra autonomista ha bisogno di una rigenerazione profonda, inutile girarci attorno".

 

La riunione del vertice della coalizione, con i segretati e i capigruppo, l'ha messa giù dura, spiegando a Panizza che la rigenerazione passa dalla messa in discussione di Ugo Rossi, quindi per la prima volta si è toccato esplicitamente il nodo della leadership. 

 

Questo non significa automaticamente che Rossi sia stato spodestato. Ma la linea sembra quella, e anche le ultime resistenze - quelle dell'Upt - sembra siano spazzate via. Il Patt ovviamente cerca di fare quadrato e difendere il suo leader: Panizza sa benissimo che senza il candidato presidente le Stelle Alpine tornano al lumicino.

 

Questa volta si è però arrivati al punto tanto atteso. Già nella prossima settimana il gruppo si dovrà riunire e a quel punto si esamineranno le proposte, i nomi, valutandoli uno per uno. Panizza riproporrà Rossi, che però dovrà essere soppesato con gli altri possibili candidati alla presidenza.

 

Qui si aprono scenari inediti. Le Stelle Alpine rimarranno in coalizione? Il segretario ed ex senatore assicura che il suo partito non guarda a destra, ma le voci di un 'tradimento' per andare da soli se non si avrà la leadership è più che mai reale. A quel punto il centrosinistra perderebbe la componente autonomista. Questo è il prezzo da pagare.

 

I ragionamenti sono di opportunità politica ma anche di realismo, fanno sapere alcuni dei convitati. "Meglio andare avanti come nulla fosse oppure dare un segnale di profondo cambiamento come risposta al segnale che ci hanno dato gli elettori il 4 marzo?".

 

Vedremo nei prossimi giorni cosa succederà, se tutto si cambia per non cambiare nulla oppure se la linea è ormai tracciata e se la "rigenerazione" produrrà anche il cambio al vertice. Per oggi la novità è questa: all'ordine del giorno, ufficialmente, c'è il nome di Ugo Rossi e la sua possibile rimozione dalla presidenza della Giunta.

 

L'altra novità è l'ingresso nella coalizione dei radicali. Un ingresso irrituale: l'avvocato radicale Fabio Valcanover ha scritto un haiku politico. Ha annunciato nei giorni scorsi la volontà di partecipare alle riunioni della coalizione di centrosinistra autonomista con tre righe di comunicato che sembrano tre versi dei famosi componimenti poetici giapponesi: 

 

Cercherò

Troverò una porta

Busserò. Spero apriranno

 

 Ha chiesto permesso. Ha chiesto di di far parte del percorso che porterà alla definizione del futuro politico della maggioranza di governo, e lo ha fatto in forza dell'accordo che ha unito i radicali di Emma Bonino al centrosinistra. 

 

Infatti, per le elezioni dello scorso 4 marzo, anche Valcanover era al tavolo dei rappresentanti dei pariti trentini che miravano alla conquista del governo nazionale. Le cose sono andate male, ma questo non toglie che per quell'esperienza il gruppo comprendeva anche i radicali.

 

E' arrivato con Marco Boato dei Verdi, è stato subito preso sottobraccio da Alessandro Pietracci dei Socialisti. Ha allungato la mano per presentarsi al nuovo segretario del Pd Giuliano Muzio. Ha aspettato Vittorio Fravezzi e Gianpiero Passamani dell'Upt che hanno detto che per loro non c'è nessun problema e nessun problema ha sollevato nemmeno Franco Panizza del Patt.  Per lui i problemi sono altri

 

 

 

 

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