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''Arrestateci tutti''. Sit-in a Trento per il sindaco di Riace, cittadina modello d'integrazione

Dalla band ''Stregoni'' alla politica sono in tanti a metterci la faccia per difendere Domenico Lucano arrestato questa mattina (con plauso del ministro dell'Interno Salvini) e c'è chi scenderà in piazza oggi

Di Tiziano Grottolo - 02 ottobre 2018 - 13:15

TRENTO. ''Arrestateci tutti''. Domenico Lucano, sindaco di Riace, è stato arrestato questa mattina dalla guardia di finanza con l’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e fraudolento affidamento diretto del servizio di raccolta dei rifiuti. Se tramite i social il ministro degli interni Salvini si interroga su cosa diranno adesso i buonisti, dal Trentino arrivano tanti attestasti di stima nei confronti del sindaco.

 

Tra i primi a prendere posizione in favore del ‘sindaco pro-accoglienza’ ci sono i musicisti del gruppo degli ‘Stregoni’ che su Facebook scrivono senza mezzi termini: “Arrestateci tutti”. Si tratta della più grande band itinerante, creata dal beatmaker trentino Gianluca Taraborelli aka Johnny Mox e il polistrumentista marchigiano Marco Bernacchia che si arricchisce, ogni volta, della musica e dei contributi dei migranti in ogni parte d'Italia e d'Europa.

 

Ma anche il mondo politico trentino da questa mattina è in subbuglio, Giancarlo Sciascia candidato di ‘Futura 2018’ afferma: “Siccome la borsa di Milano ha aperto a quasi -1,5% bisognava trovar il modo di farci tornare a pensare al ‘problema dei migranti’. Solidarietà al Sindaco di Riace, piccolo borgo trasformato in modello di accoglienza”. Anche Jacopo Zannini di Liberi e Uguali parla di “Un atto inaccettabile e gravissimo, che attacca un modello virtuoso di integrazione e convivenza”

 

Non ci va leggera nemmeno la consigliera comunale di Trento Antonia Romano che scrive: “Chi combatte Mimmo Lucano è complice della ‘ndràngheta”. Sulla stessa lunghezza d’onda anche il consigliere comunale di Arco Tommaso Ulivieri: “Mimmo Lucano è il simbolo riconosciuto a livello mondiale di un modello di integrazione che diventa valore aggiunto. È impressionante l'assonanza con gli attacchi dei candidati locali della Lega alle iniziative di accoglienza. Il regime che ci aspetta non tollera le menti aperte”. Anche il Centro sociale Bruno si schiera dalla parte del sindaco Lucano e, sicuramente, ci saranno anche loro questa sera in Piazza Pasi per un sit-in di solidarietà: “Come in altre città italiane - si legge su Facebook sulla pagina evento - saremo in piazza Pasi alle 18 per portare la nostra solidarietà ad un uomo onesto e per difendere un modello di accoglienza e inclusione sociale che sfida la deriva razzista e fascista del presente”.

 

Con l’arresto di Domenico Lucano il ‘modello Riace’ sarà inevitabilmente messo in discussione, infatti il piccolo comune è diventato un simbolo virtuoso di integrazione e accoglienza dimostrando come la convivenza tra migranti e locali sia non solo possibile, ma porti anche reciproci benefici. Nel 1998 la piccola amministrazione calabrese contava appena 900 abitanti, l’economia locale era recessione e l’unica prospettiva sembrava essere quella di un progressivo spopolamento. Da qui nacque l’idea di mettere a disposizione dei migranti le case sfitte, grazie ad un modello di accoglienza che punta a coinvolgere i migranti tramite istruzione e lavoro, oltre a un'oculata campagna di investimento per attività economiche e turistiche il comune riuscì a riprendersi. Oggi Riace conta oltre 2000 abitanti e l’economia è in netta ripresa, ma per molti il risultato più grande è stato quello di aver brevettato un modello di accoglienza vincente tanto che il ‘modello Riace’ oggi è preso ad esempio in tutto il mondo.

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