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''Celebriamo anche a Trento il 70° della fondazione di Israele''. Il consigliere Zanetti: ''Una via intitolata a Bartali, Giusto tra le Nazioni''
Una proposta che in questi giorni di tensioni che hanno nuovamente infiammato il Medio Oriente dopo l'apertura dell'ambasciata Usa a Gerusalemme, rischia di sembrare una provocazione

TRENTO. Una via della città intitolata a Gino Bartali, il grande campione del ciclismo morto nel 2000. La proposta arriva dal consigliere comunale Cristian Zanetti, con l'obiettivo di celebrare così il 70° della fondazione di Israele avvenuta nel 1948.
Che c'entra Israele con il campione fiorentino? Bartali, oltre che per i meriti sportivi, è ricordato anche per essere un 'Giusto tra le Nazioni', per aver aiutato tanti ebrei a scappare dall'Italia assediata dal nazifascismo. Bartali trasportò, all'interno della sua bicicletta, dei documenti falsi per aiutare molti di loro ad avere una nuova identità.
Per questo il presidente della Repubblica Ciampi lo insignì della Medaglia d'Oro al Valore Civile nel 2005, nel settembre 2013 è stato dichiarato “Giusto tra le Nazioni” da Yad Vashem e da ultimo a Bartali è stata data la cittadinanza onoraria di Israele.
Tutti devono essere orgogliosi di quest'uomo e di questo sportivo, e tutta l'Italia è giusto gliene renda merito, anche con vie e piazze dedicate al suo nome. Un nome che però rischia di essere strumentalizzato: in questi giorni, infatti, altre celebrazioni stanno insanguinando il Medio Oriente e i morti si contano nuovamente tra i palestinesi.
"Il Gruppo Consiliare di Forza Italia - si legge nella proposta di mozione - credendo nei principi su cui si erge la nostra civiltà occidentale fondata sulle radici giudaico-cristiane e commossi dalle eroiche gesta di Gino Bartali, impegna il Sindaco, il Presidente del Consiglio e la Giunta comunale ad intitolare una via alla memoria di Gino Bartali nel giorno del 70° anniversario della fondazione dello Stato di Israele".
Un gesto che se pur ammirevole rischia - date le motivazioni e la tempistica - di assumere l'aspetto di una provocazione. Perché le radici giudaico cristiane dell'europa sono tutte da dimostrare e negli anni sono diventate una bandiera ideologica piuttosto che storica.
E perché la lotta contro l'antisemitismo non coincide automaticamente con la fondazione di una Stato che da quel 1948 ha causato continue tensioni che, con migliaia e migliaia di morti non sono sopite nemmeno a settant'anni di distanza.
In questi giorni, per la decisione di voler a tutti i costi spostare l'ambasciata a Usa a Gerusalemme - città contesa da arabi e israeliani - altri morti e altri feriti si sono aggiunti al novero che ha straziato negli anni quel fazzoletto di terra affacciato sul Mediterraneo. Una provocazione, come sarebbe una provocazione - in miniatura - quella proposta da Cristian Zanetti.
Se si vuole onorare la memoria di Bartali, anche e soprattutto per quanto ha fatto per gli ebrei italiani, la si onori senza farla coincidere con la creazione dello Stato di Israele. E non lo si faccia mentre in Palestina muoiono persino i bambini sotto i colpi dell'esercito israeliano.