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Civettini: ''Fugatti e le onorevoli si dimettano per le provinciali. Facile fare campagna elettorale con i soldi da parlamentari''

Oltre al candidato presidente ci sono Segnana, Cattoi e Zanotelli che sono state elette il 4 marzo e si ripropongono anche per le elezioni del 21 ottobre. Per il candidato di Autonomia dinamica non è giusto: ''Se ambiscono ad una vera svolta, inizino a dare loro il buon esempio"

Di L.P. - 23 settembre 2018 - 16:42

TRENTO. "Fugatti e onorevoli leonesse vedono la pagliuzza negli occhi degli altri, salvo non vedere la trave ben infissa nei loro". E' Claudio Civettini ad attaccare la Lega. Fino a ieri a un passo dall'entrare nell'alleanza di centrodestra, oggi, libero da lacci e lacciuoli e candidato con Autonomia Dinamica può scagliarsi contro quella che, evidentemente, a tutti gli effetti, ritiene essere un'ipocrisia inaccettabile: criticare gli avversari politici salvo poi comportarsi peggio di loro.

 

La vicenda è quella che riguarda la candidatura alle elezioni provinciali di quelli che sono stati eletti pochi mesi fa alle nazionali. Nello specifico Giulia Zanotelli, Stefania Segnana, Vanessa Cattoi, da Civettini definite le ''leonesse'', e poi il candidato presidente Maurizio Fugatti. "Se ambiscono ad una vera svolta, inizino a dare loro il buon esempio - spiega l'ex consigliere di Civica Trentina - dimettendosi da subito dalla carica parlamentare ricoperta per partecipare alla competizione provinciale ad armi pari con tutti gli altri candidati. Tutto il resto è solo fuffa".

 

"Sottosegretari e onorevoli leonesse battono da settimane le valli del Trentino godendo di una capacità di spesa grandemente imparagonabile a quello degli altri candidati - dice Civettini - rendendo così evidente una palese disparità di capacità nello svolgere la campagna elettorale. Al sottosegretario alla sanità Maurizo Fugatti tocca la posizione politicamente più vergognosa, in quanto nonostante i solleciti ricevuti, si è cocciutamente trincerato dietro i cavilli di legge che non impongono l’incompatibilità ad anteriori tra incarico di governo ricoperto e campagna elettorale, ma solo a posteriori. Fugatti sta facendo strame dell’etica politica, tanto più in considerazione del fatto che è facilmente ipotizzabile che durante la campagna elettorale in Trentino il suo incarico governativo sarà svolto decisamente male, incassando un lauto stipendio per una mansione di fatto non svolta. Un danno erariale? Forse, ma sicuramente si tratta di un pugno in faccia alla più banale decenza politica.

 

E critica la legge che costringe i sindaci che amministrano Comuni con più di 5.000 abitanti a dimettersi per potersi candidare mentre non pretende niente dai parlamentari che, quindi, possono scegliere a cose fatte su quale poltrona sedersi. E il ragionamento di Civettini non fa una grinza. In un'epoca nella quale i partiti sono ridotti all'osso (da quando sono stati tolti i contributi pubblici) e hanno pochissime risorse a disposizione, candidarsi è sempre più una cosa per pochi e soprattutto per pochi che hanno budget importanti su cui contare e uno stipendio, garantito, da parlamentare senza dubbio aiuta.

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