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Da Civica Trentina a Autonomisti popolari, da Alex Marini alla Commissione pari opportunità, tutti a favore di Agitu

Dopo Chef Rubio, il sindaco di Frassilongo e il centrosinistra, la politica trentina si schiera dalla parte dell'allevatrice etiope: "La persona che ha compiuto questo atto non è gradito, la Valle dei Mocheni è terra di tolleranza, come tutto il Trentino"

Di Luca Andreazza - 28 agosto 2018 - 20:37

TRENTO. Ci sono state le firme contro ogni forma di violenza e le prese di posizione di tantissime persone. Ieri ne avevamo pubblicate alcune da Chef Rubio al sindaco del paese dove vive Agitu, Frassilongo. C'era stato il Pd e la Cgil e poi dalla tarda mattinata sono cominciate a fioccare da ogni parte. Mettiamo insieme quelle che abbiamo ricevuto in posta. Altre sono state fatte sui social da tanti rappresentanti di altri partiti e movimenti. 

 

Dal centrodestra abbiamo ricevuto le prese di distanze e la piena solidarietà da parte di Civica Trentina con Rodolfo Borga e Claudio Civettini e da Walter Kaswalder e i suoi Autonomisti popolari.

 

"Confidando nel fatto che gli inquirenti sappiano far luce sull’episodio accertando le responsabilità - spiegano i primi - come Civica Trentina da un lato rimarchiamo la poc’anzi citata solidarietà e, dall’altro, intendiamo sottolineare come la Valle dei Mocheni ma anche il Trentino tutto si sono sempre dimostrati terra di grande solidarietà e apertura alle persone perbene che vogliano fare impresa e lavorare".

 

"Ragion per cui - aggiungono i consiglieri provinciali di Civica Trentina - a nessuno e per nessuna ragione dev’essere consentito di inquinare, tanto meno a colpi di aggressioni e minacce, questa immagine di tolleranza e umanità che i trentini di ieri così come quelli di oggi hanno contribuito con credibilità a rendere tale".

 

"Esprimo la mia totale solidarietà ad Agi. Solidarietà completa anche alla comunità mochena che il vile delinquente non rappresenta - dice Walter Kaswalder - una comunità che da tale comportamento corre il rischio purtroppo di trarre una falsa immagine di sé. I reiterati e inqualificabili gesti di violenza e intolleranza a sfondo razziale di cui la donna etiope è stata vittima, confermano la gravità dei tempi nei quali viviamo. Questi richiedono fermezza repressiva, nessuna generalizzazione, specifica individuazione delle responsabilità".

 

"La Valle dei Mocheni è terra di grande tolleranza, è terra di contaminazione con culture e lingue diverse. E' il signore resosi colpevole di tutto ciò persona sgradita - evidenzia il leader di Autonomisti popolari - non la signora vittima di queste angherie. Il signore in questione si è reso già protagonista nel tempo di diversi atti assolutamente non compatibili con il vivere civile di una piccola comunità, entrando in rotta di collisione e da anni con la popolazione. Diversi e circostanziati atti mi sono stati in tal senso comunicati, e prego pertanto l'ottima stazione dei carabinieri di Sant'Orsola di valutarli con profonda attenzione".

 

Anche la Commissione provinciale pari opportunità tra donna e uomo si unisce al coro di condanne per l'aggressione a Agitu, "la quale - spiega la presidente Simonetta Fedrizzi - ha saputo cogliere la sfida ed è riuscita a far nascere un’azienda che è un modello virtuoso di imprenditoria femminile. C’è un tocco femminile nel suo allevamento, nella sua volontà di salvare la razza della capra mochena che rischiava l’estinzione quando la Valle si dedicò ad altre coltivazioni, nella cura che dedica alle capre rivolta anche alla loro felicità".

 

"Auspichiamo - prosegue la Commissione - che il lavoro della magistratura giunga al più presto alla sua protezione in difesa di quella giustizia sociale che garantisce la prosperità di tutta la collettività. La Cpo non può astenersi da una presa di posizione in difesa di Agitu e della sua azienda, nella consapevolezza che il silenzio può essere complice di azioni che mettono a rischio la giustizia sociale di tutta la nostra comunità".

 

Anche Alex Marini del Movimento 5 stelle affida a un post il proprio pensiero. "Agitu - scrive - incarna i più tipici e genuini valori delle genti di montagna svolgendo con dignità e passione funzioni vitali per la sopravvivenza e la rigenerazione delle comunità locali periferiche. Pur esercitando un’attività antica quale è l’allevamento rappresenta avanguardie sociali in molteplici ambiti: difesa delle tradizioni alpine, salvaguardia del paesaggio, produzione di alimenti sani, valorizzazione degli usi civici e, ultimo ma non meno importante, tutela dei diritti civili".

 

Sentimenti di vicinanza e solidarietà anche dalla presidenza del Consiglio della Provincia, che auspica la ferma reazione degli organi di sicurezza, "affinchè simili episodi, ascrivibili al peggiore razzismo e alla xenofobia più brutale, non solo cessino subito, ma vengano anche perquisiti secondo le disposizioni di legge", dice Bruno Dorigatti.

 

Naturalmente anche il presidente della Provincia esprime la solidarietà delle istituzioni per l'accaduto." Questi atti, a prescindere dagli aspetti che competono alla magistratura e alle forze dell'ordine, vanno assolutamente condannati - dice Ugo Rossi - a maggior ragione perché colpiscono una persona la cui vicenda umana e professionale è diventata, anche al di fuori del Trentino, un simbolo di buona integrazione. Il fatto che Agitu, da rifugiata, abbia trovato il modo di ripartire avviando sul nostro territorio un'attività di allevamento di capre e di produzione di formaggi biologici testimonia del fatto che il Trentino crede nell'accoglienza e nella solidarietà attiva".

 

Anche il Patt si schiera al fianco di Agitu perché "questo gesto non appartiene alla nostra cultura e alla civiltà trentina, che siamo certi saprà isolare l’autore di un atto esecrabile da condannare senza attenuanti".

 

Solidarietà e appoggio anche da parte di Partito rifondazione comunista. "La stupidità e l’ignoranza - commenta il segretario Giuliano Pantano - tipiche del razzismo non sono purtroppo una novità, in Trentino come ovunque. Ciò che però rende oggi questi atteggiamenti particolarmente preoccupanti e pericolosi è il fatto che siano abilmente solleticati e ipernutriti dalla propaganda di personaggi che oggi sono al governo e minacciano di starci per trent’anni. Il ministro Salvini sta infatti usando, per fomentare la classica e utile guerra tra poveri, l’incattivimento, la rabbia, la paura direttamente conseguenti a anni di politiche liberiste che hanno distrutto le sicurezze, i diritti, la dignità di cittadini e cittadine".

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