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Spopola #anchioattivista: tanti i cittadini solidali con le insegnanti di educazione di genere

Dopo l'attacco del consigliere Cia che ha invitato gli utenti a prendere visione dei profili Facebook delle formatrici che avevano chiesto un dialogo alla politica, in tanti stanno esprimendo la loro solidarietà utilizzando questo hashtag e per farlo vale tutto 

Di Luca Pianesi - 07 gennaio 2019 - 13:52

TRENTO. Si chiama #anchioattivista ed è un hashtag che sta spopolando sia su Facebook che su Instagram. Tante le persone che lo stanno postando assieme a foto di ogni tipo. Si va da ''ho una casa piena di libri #anchioattivista'' al ''anche io ho partecipato al DolomitiPride, lo ammetto, #ancheioattivista''. C'è chi spiega che dopo la Befana ''da anni disfo il presepe, #anchioattivista'' a ''io faccio l'orto, #anchioattivista'' e ''vado a teatro e mi piace la musica #anchioattivista''.

 

Insomma c'è una parte di cittadinanza che ''resiste'' agli attacchi dell'attuale maggioranza e si schiera dalla parte delle formatrici che fino a ieri si occupavano dell'educazione di genere. Fino a ieri, perché il 28 dicembre l'assessora Segnana ha mandato una circolare per sospendere i corsi ''perché si ritiene necessario verificare la piena coerenza dei contenuti educativi dei percorsi con le aspettative delle famiglie rispetto ai valori che la nuova giunta intende perseguire". La Lega, infatti, in queste ore si scopre terrorizzata dalla fantomatica ''teoria del gender'' (la capogruppo in consiglio provinciale Dalzocchio tra l'altro ha spiegato perfettamente il pensiero dell'attuale maggioranza che non concepisce ''terza vie'' a maschio e femmina, a papà e mamma) teoria tanto scientifica quanto le scie chimiche o quanto l'idea che l'uomo non sia mai andato sulla luna, ma che trova il sostegno anche di consiglieri di maggioranza come Claudio Cia. 

 

Proprio Cia ha invitato ad andare a visionare i profili personali delle sei formatrici che hanno chiesto all'assessora di incontrarle per farsi spiegare cosa realmente fanno (e quindi si parla di prevenzione alla violenza di genere e al bullismo e si riflette sulla disparità tra uomo e donna nel mercato del lavoro e altro QUI APPROFONDIMENTO) spiegando che ''si può notare che ci troviamo di fronte a dei veri e propri attivisti politici che promuovono pensieri fuorvianti capaci di minare l’equilibrio dei nostri ragazzi''. Si tratta di post (tra l'altro datatissimi QUI ARTICOLO) che riguardano il Dolomiti Pride, spettacoli teatrali, uno sulla campionessa Paola Egonu e sullo ius soli.

 

 

Insomma dei post scritti in italiano corrente che denotano un bel livello culturale e che riescono ad esternare un pensiero che va al di là dei selfie mentre si mangia o le foto di alimenti e gattini. Ed è proprio per questo, per l'assurdità dell'attacco a delle semplici cittadine che alla politica hanno chiesto di dialogare e che hanno avuto come riposta, da Cia, quella che è stata definita una ''caccia alle streghe'', che in tanti si stanno organizzando per usare l'hashtag #anchioattivista. Basta leggere, fare una qualsiasi attività ricreativa, lavorare, giocare con i propri bambini, aver partecipato ad un'opera teatrale o essere stato tra i 10.000 che hanno sfilato al Dolomiti Pride. Insomma, vale tutto per essere #anchioattivista. Perché la solidarietà non ha confini e come scrive una ragazza: ''Ma se insegnare a scuola, esibirsi come musicista e andare a teatro sono considerati gesti sovversivi, attivisti non lo siamo tutti? #anchioattivista''.

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