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L'autonomismo trentino esprime solidarietà alla Catalogna: "Solo con il dialogo e il rispetto si costruisce la convivenza". E intanto la Lega ammicca all'estrema destra spagnola

La deposizione di un'interrogazione a firma di consiglieri di maggioranza e opposizione a favore delle istanze autonomistiche catalane apre uno squarcio sulla difficile posizione dell'amministrazione leghista non solo sul tema dell'autonomia trentina ma anche su quello del centralismo. Il nostro Statuto autonomistico rischia infatti in questa fase di vedersi ridimensionato. Sarebbe forse ora di ripensare l'Autonomia?

Di Davide Leveghi - 22 October 2019 - 12:51

TRENTO. L'autonomismo trentino manifesta la sua solidarietà al popolo catalano e alle sue istanze autonomistiche. È stata infatti depositata stamane dal Partito autonomista trentino tirolese un'interrogazione alla Giunta affinché si impegni a esprimere il proprio appoggio alle “giuste richieste di maggiore autonomia della Catalogna”.

 

“Siamo particolarmente sensibili e attenti alle istanze autonomistiche che le diverse realtà territoriali europee perseguono e rivendicano in virtù della propria storia, delle proprie radici culturali, etniche e linguistiche e della volontà di assumere con coraggio la responsabilità delle proprie scelte”, si legge al principio del testo firmato da diversi esponenti di maggioranza e opposizione.

 

In calce al testo, infatti, spiccano i nomi di consiglieri provinciali dello stesso Patt (Ugo Rossi, Michele Dallapiccola, Paola Demagri, Lorenzo Ossanna), di Partito democratico (Giorgio Tonini, Alessio Manica), Movimento 5 Stelle (Filippo Degasperi), Futura (Paolo Ghezzi), Unione per il Trentino (Pietro De Godenz), Progetto Trentino (Mario Tonina), Fassa (Luca Guglielmi), Forza Italia (Giorgio Leonardi), La Civica (Vanessa Masè) e Agire per il Trentino (Claudio Cia).

 

Una solidarietà che giunge finalmente a più di una settimana dalla sentenza con cui 12 leader catalani sono stati condannati a pene fino a 13 anni di carcere per sedizione (qui l'articolo) e che soprattutto interroga la Lega, forza di governo in provincia, a fronte del contraddittorio tentativo di barcamenarsi tra autonomismo e sovranismo (qui l'articolo).

 

Vogliamo esprimere il senso di umana e politica solidarietà al popolo catalano e alle sue istituzioni - recita un passaggio – il giusto anelito di autonomia del popolo catalano, che sembrava essersi realizzato con lo Statuto del 2006 (approvato dal Parlamento) è stato infatti poi totalmente disatteso dal governo nazionale di allora, che impugnò la legge statutaria e con il suo successivo approccio nazionalista ha alimentato e provocato la deriva “secessionista” che ha poi portato al referendum per l'indipendenza del 2017, agli arresti e ai fatti di questo giorno”.

 

Senza pretendere d'inserirsi nelle complicate vicende che hanno determinato i gravi fatti di questi anni – continua - crediamo possa essere utile ed opportuno portare la nostra testimonianza, sottolineando, da un lato, le buone ragioni del regionalismo differenziato e ribadendo, dall'altro, la necessità e l'importanza di rivendicare le istanze autonomistiche all’interno delle procedure costituzionalmente stabilite”.

 

L'autonomia trentina, a giudizio dei firmatari dell'interrogazione, rappresenterebbe un modello non solo di “convivenza pacifica” ma anche di “positivo sviluppo economico e sociale”, e ciò alla luce del fatto che “l'autonomia vada rivendicata ed esercitata in maniera aperta e dialogica con i livelli nazionale ed europeo”. Il riferimento va quindi alla deriva violenta presa dalle manifestazioni e dall'indipendentismo, oltre che dalle modalità di esercizio delle istanze autonomistiche da parte della politica catalana.

 

“Il nostro auspicio è che in Spagna e in Catalogna – si legge infatti – ci sia ancora la possibilità per aprire un dialogo e un confronto costruttivo tra governo nazionale e governo catalano, in un'ottica di rispetto e comprensione delle reciproche posizioni e di valorizzazione delle diverse istanze. In questo contesto è necessario e urgente che le istituzioni europee affrontino la questione 'catalana' che non può e non deve essere relegata a un fatto interno”.

 

La richiesta avanzata dai consiglieri firmatari, pertanto, mira a spingere la Giunta ad “esprimere formalmente alle istituzioni e al popolo catalano la solidarietà del Trentino e il sostegno in tutte le sedi, in particolare europee, per le giuste richieste di maggiore autonomia della Catalogna”, oltre che a dirigere “al governo spagnolo l'auspicio che si provvede con urgenza ad aprire un dialogo con le istituzioni catalane per definire e condividere un percorso che porti a maggiori spazi di autonomia per la Catalogna nel quadro di un rapporto di leale e positiva collaborazione fra Stato spagnolo e la comunità autonoma della Catalogna”.

 

L'atteso appoggio dell'autonomismo trentino alle istanze catalane – sul cui silenzio dei giorni scorsi erano giunte critiche dal leader del movimento Popolo libero – Freie Völker Paolo Primon (qui l'articolo) - giunge in una fase in cui la stessa autonomia della provincia di Trento è posta in discussione da più parti, alla luce del rischio non indifferente di finire a fare da “portabandiera” dei potenti vicini lombardi e veneti (qui l'articolo) e della deriva nazionalistica del partito che amministra la Provincia.

 

L'autonomia, infatti, si costruisce e si mantiene con il buon governo, a prescindere dalle ricercate legittimazioni storiche e da un uso spesso capzioso della storia. Di certo non attraverso estemporanee occasioni lontane dalla popolazione (qui l'articolo), regalando bandiere (qui l'articolo) o apponendo cartelli (qui l'articolo). Le nostre peculiarità e differenza andrebbero coltivate attraverso buone pratiche e conoscenza, non rafforzando un'identità che si nutre solo ed esclusivamente di simboli.

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