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| 01 apr 2022 | 12:40

“Adotteremo le iniziative necessarie”, dopo la guerra in Ucraina la Giunta Fugatti pronta a “risolvere” anche la crisi fra Stato spagnolo e Catalogna

Dopo aver avanzato una proposta per risolvere la guerra in Ucraina con il modello del Trentino-Alto Adige, Fugatti è tornato a parlare dell’indipendenza della Catalogna rispondendo a un’interrogazione di oltre 2 anni fa

“Adotteremo le iniziative necessarie”, dopo la guerra in Ucraina la Giunta Fugatti pronta a “risolvere” anche la crisi fra
di Tiziano Grottolo

TRENTO. Era l’autunno 2017 quando la Regione spagnola della Catalogna organizzò un controverso referendum sulla sua indipendenza. La consultazione (dove oltre il 90% dei catalani votò a favore dell’indipendenza) si tenne in un clima molto teso e non mancarono gli scontri scaturiti dal tentativo di annullare le votazioni da parte del governo centrale di Madrid.

 

Gli echi della vicenda arrivarono anche in Trentino, dove l’autonomia, per ovvie ragioni, è un tema molto sentito. Poco dopo la sentenza di condanna per 12 leader catalani accusati di sedizione, il Consiglio della Provincia di Trento approvò una mozione in “solidarietà e sostegno delle istituzioni e del popolo catalano”. In quello stesso periodo la Lega aveva adottato un comportamento contraddittorio manifestando da un lato l’appoggio alle istanze indipendentiste catalane ma, tramite il suo leader Matteo Salvini, strizzando l’occhio all’estrema destra neofranchista di Vox.

 

Anche per questo lo scorso 21 gennaio 2020 i consiglieri del Partito autonomista trentino (che al tempo comprendeva anche l’ex presidente della Pat Ugo Rossi, oggi passato in Azione) depositarono un’interrogazione per chiedere in che modo la mozione di sostegno alla Catalogna fosse stata attuata dalla Giunta provinciale presieduta dal leghista Maurizio Fugatti. La risposta è arrivata incredibilmente due anni più tardi.

 

“Nel corso del 2020 – ricorda Fugatti – si è registrato un progressivo raffreddamento delle frizioni tra Stato centrale spagnolo e regione catalana. L’acuirsi della crisi Covid-19, le marcate difficoltà registrate dall’economia regionale e nazionale nel corso del 2020 nonché la comparsa di fratture all’interno del fronte indipendentista catalano tra le posizioni più radicali e secessioniste e quelle più moderate e dialoganti sono all’origine dell’attenuazione delle tensioni tra Governo centrale e le rappresentanze catalane e di una distensione politica e sociale”.

 

Per questo la Giunta leghista ha ritenuto “di non procedere a iniziative specifiche da parte della Provincia anche in considerazione degli importanti provvedimenti di apertura assunti dal governo nazionale spagnolo presieduto da Pedro Sánchez”. Il riferimento è alla concessione della grazia a nove leader separatisti (in carcere dal 2017) questioni, osserva sempre Fugatti, di chiara competenza del livello statale, in primis il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.

 

Poi però, probabilmente perché l’interrogazione ha toccato un nervo scoperto della Giunta leghista, da sempre accusata dalle opposizioni di svendere e svilire l’autonomia trentina, Fugatti mostra i muscoli e conclude: “La Giunta provinciale ha monitorato, e continuerà a farlo, la situazione in essere tra Stato centrale spagnolo e Comunità catalana per la quale la comunità trentina nutre da sempre sentimenti di amicizia e rispetto e, se del caso, adotterà le iniziative che saranno ritenute necessarie”.

 

A quanto pare in quest’ultimo periodo, barcamenandosi fra la crisi energetica e la pandemia, Fugatti ha deciso di occuparsi anche di politica estera dal momento che pochi giorni aveva lanciato la sua proposta per risolvere il conflitto in Ucraina. “Non sta a me dire se queste sono le intenzioni di Russia o Ucraina – spiegava in un post su Facebook il presidente della Provincia – ma di certo c’è che il nostro modello di convivenza in Regione Autonoma Trentino-Alto Adige/Südtirol sta funzionando. Siamo favorevoli, quindi, per metterci a disposizione”. Parole che avevano scatenato l’ilarità degli utenti social e non solo.

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