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Dopo gli assessori tocca ai dirigenti: saranno confermati? L'aria di cambiamento potrebbe arrivare fino al vertice dell'amministrazione

In bilico quelli che hanno ricoperto i posti chiave come Conoscenza, Salute e Infrastrutture. Alcuni pensano che i più 'garantiti' saranno quelli 'forgiati' da Grisenti quando era in giunta con Dellai

Di Donatello Baldo - 15 novembre 2018 - 20:30

TRENTO. Tutti guardano alla nuova giunta, agli assessori che ricopriranno i ruoli chiave del governo del Trentino. I più smaliziati guardano oltre, ai dirigenti dei dipartimenti, a coloro che nei fatti sono gli architravi della macchina amministrativa. Senza di loro l'assessore non è niente.

 

Lo guardo degli scaltri è ben riposto. Maurizio Fugatti li confermerà al loro posto garantendo, almeno all'inizio, una continuità con il passato? C'è chi pensa di sì, che gli convenga: nella giunta ci sono assessori a digiuno di amministrazione, che nemmeno sanno come si redige una delibera, che ignorano l'abc. Che se vogliono muoversi nei meandri della burocrazia devono chiedere lumi al vero capo, il dirigente del Dipartimento, dell'Agenzia. 

 

Fugatti, dicono alcuni, dovrebbe dire questo a tutti i dirigenti raccolti attorno a un tavolo: fate vobis, chiamatemi al taglio del nastro, fate il vostro lavoro come lo avete fatto fino ad ora. Questo gli consentirebbe di calmare le acque agitate per le ipotetiche 'rimozioni'. E allo stesso tempo gli darebbe il tempo di 'formare' gli assessori con quei dirigenti che meglio conoscono i rispettivi assessorati.

 

Ma la volontà di tradurre nei fatti quel cambiamento tanto invocato in campagna elettorale potrebbe vincere le ipotesi più 'democristiane'. Ed ecco che gli stessi osservatori smaliziati fanno già il toto-dirigenti, che per chi se ne intende vale forse di più del toto-assessori. 

 

Quelli più in bilico sono Raffaele De Col, Silvio Fedrigotti e Livia Ferrario. Il primo è visto come uno degli uomini più potenti nell'amministrazione provinciale: dirige infrastrutture e mobilità. L'altro è al vertice del Dipartimento Salute e Solidarietà sociale.

 

Fedrigotti ha gestito la partita dei Punti nascita, degli ospedali di valle, delle guardie mediche. E oltre che della sanità si è occupato anche di migranti (troppo, secondo alcuni). Cosa deciderà la nuova assessora Stefania Segnana? Si fiderà di lui? Oppure preferirà un altro al posto suo?

 

Livia Ferrario è invece dirigente del Dipartimento della Conoscenza, messa lì da Ugo Rossi che l'ha voluta portare con sé dall'assessorato alla Sanità che ricopriva prima di assumere la carica di governatore. Mirko Bisesti terrà al vertice di Istruzione e Scuola colei che ha gestito i Clil?

 

Insomma, la partita è grossa, e in molti credono che tra poco arriverà la delibera con le nuove assegnazioni. Si procederà a una rotazione generale: tabula rasa, soprattutto nei gangli più delicati dell'amministrazione provinciale. 

 

La 'rivoluzione' toccherà anche il direttore generale Paolo Nicoletti? In questi giorni è l'ombra di Fugatti, attento a fargli muovere i primi passi nel labirinto della burocrazia del Palazzo. Ma la sua nomina è stata fatta da Ugo Rossi e con lui ha gestito in questi anni la 'baracca'. Sarebbe strano che se tutto cambiasse lui imperituro rimanesse al suo stesso posto come nulla fosse

 

Tutto però non può cambiare perché quelli sono i dirigenti, e a parte il gioco delle tre carte che ne mette una al posto dell'altra, il mazzo da cui attingere è sempre lo stesso. E gli smaliziati già iniziano a guardare attentamente chi è da considerarsi più o meno fedele al nuovo corso

 

"Quelli che c'erano quando in Provincia c'era Grisenti", quelli del potere antico insomma, forgiati da Dellai e dal suo ex fedelissimo. Ex fedelissimo che ora è un esponente importante della nuova maggioranza. C'è chi spera arrivi la benedizione: "Quel lì l'è bravo, te podi fidarte, tel digo mi". 

 

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