Francesca Franceschi, l'assessora del Primiero che si candida con Agire per il Trentino: ''Pronta a rappresentare a Trento tutte le periferie''
Insegnante, 54 anni, è nella giunta del Comune di Primiero San Martino di Castrozza. "Prima votavo per il Patt ma dopo la riforma della scuola non posso più"

TRENTO. Si chiama Francesca Franceschi e il suo nome potrà essere scritto a fianco del simbolo di Agire per il Trentino il prossimo 21 ottobre, il giorno delle elezioni provinciali. Venerdì 28 settembre presenterà ufficialmente la sua candidatura nella sede della Comunità di Valle del Primiero.
"Come in altre parti del Trentino, anche nel Primiero gli effetti della crisi sono ancora sentiti. Credo però che si possa uscire da questa situazione economica partendo dalle persone, dalla loro capacità di unirsi per affrontare insieme i problemi e le avversità. Anche di questo parlerò venerdì".
Prima però ci spieghi il motivo per cui ha deciso di candidarsi.
Devo dire che un gruppo di persone mi aveva invitata a pensare a una candidatura alle provinciali, ma diciamo che non era nei miei progetti. Poi ci ho pensato su, ho pensato a come fare a dare spazio e voce ai temi e ai problemi che tutti i giorni incontro, anche nel mio lavoro di insegnante.
Il primo problema della scuola che le viene in mente?
Io insegno in una scuola primaria. Non posso nascondere che il trilinguismo, il clil e tutto quello che gira attorno alla riforma della scuola sono temi che hanno toccato da vicino noi insegnanti, spesso problemi che abbiamo sentito nel profondo. Ci sono cose che non funzionano, dobbiamo dirlo. Per questo mi sono fatta una domanda: posso impegnarmi per cambiare quello che non va?
E ha scelto di candidarsi con Agire per il Trentino. Perché proprio questo movimento?
Pensi che io ho sempre votato per il Patt, ma è il partito che ha fatto questa riforma della scuola, come potrei? Anche no. Allora ho spulciato tra le carte dei valori, tra i programmi, e ho incontrato Agire per il Trentino.
E ne condivide le idee. Tutte?
Condividere tutto è impossibile, bisognerebbe che ognuno si facesse un partito su misura. Su alcune cose sono più moderata, ma è una questione di sfumature. Diciamo che mi trovo bene. Ho avuto l'occasione di incontrare più volte Claudio Cia e di confrontarmi con lui. Io ho sempre le mie idee, parto da queste in ogni caso.
Diceva che ha incontrato Cia, il leader di Agire...
Claudio Cia mi è sembrata una persona corretta e disponibile. La sua coerenza mi ha colpito positivamente, soprattutto sulla questione dei vitalizi, della moralità in politica... Mi sono trovata bene anche nella programmazione e anche sui temi della periferia che Agire ha sempre messo al centro dell'attenzione.
Lei è del Primiero, più periferia di così. Ci spieghi, che cosa significa abitare in periferia?
Significa vivere tutti i giorni con il problema della distanza, anche dal centro amministrativo, anche dai presidi sanitari. La distanza è un problema molto sentito nelle valli, in tutte le sue declinazioni.
E la distanza come si accorcia?
Anche con un rappresentante in Consiglio provinciale. Sarebbe già tanto. Servirebbe per portare a Trento i problemi del Primiero ma in generale di tutte le periferie. Sarebbe davvero importante.
Lei è un'insegnante ma anche un'amministratrice, sbaglio?
Sono stata per dieci anni vicesindaca nel comune di Fiera di Primiero, una realtà di 500 abitanti. Dopo la fusione del 2016 mi sono ritrovata nella giunta, con le stesse deleghe, nel nuovo comune di Primiero San Martino di Castrozza che di abitanti ne conta 5 mila.
Era favorevole alla fusione?
Sì, molto. Questa fusione per me è stata molto importante. Mi ha obbligata ad uno sguardo diverso anche nella risoluzione di questioni che per forza di cose ho dovuto guardare da una prospettiva diversa. E' stato un percorso positivo. Ho fatto un lavoro di squadra che credo abbia dato molto al territorio.
Lei è anche una donna, una donna che ha deciso di impegnarsi in politica. C'è bisogno della presenza femminile nelle istituzioni?
Io credo che le donne abbiano visioni e sensibilità diverse dagli uomini. Se c'è una gruppo di persone che si confronta lealmente, queste visioni e queste sensibilità possono diventare valore aggiunto e avvantaggiare tutti. Ma sono sincera: non sono un'appassionata delle quote di genere, non mi piacciono le candidature femminili tirate per la giacchetta soltanto perché servono donne in lista.
Rimane il fatto che le donne in politica sono ancora troppo poche. Perché secondo lei?
Forse non siamo pronte come donne? Non lo so, ma so che una donna con la famiglia, se vuole entrare in politica, deve avere accanto un uomo che la sostiene, che la aiuta nei lavori domestici, che condivide con lei il lavoro di cura familiare. E non sempre è così.
Allora non sono pronti gli uomini... Sono loro che devono cambiare.
Io posso dire di essere fortunata da questo punto di vista. Ma direi di sì, devono cambiare anche gli uomini... Ma devono essere modificati anche i tempi della politica, pensando anche alle esigenze della vita familiare. Penso che tante donne potrebbero impegnarsi se ci fosse qualche attenzione in più.
Come vede questa campagna elettorale? Che idea si è fatta del modo in cui si discute di politica?
Ci rifletto molto. Anche qui sul territorio c'è spesso violenza verbale e astio. Qui in Primiero, ma credo in tutto il Trentino, c'è bisogno di tutto ma non certo di litigare. Io non andrò mai ad attaccare, a demolire, ad aggredire l'avversario. Vado avanti per la mia strada. Questa esperienza mi sta arricchendo e non voglio di sicuro scadere nella politica gridata. Faccio la mia campagna elettorale con le idee e con le proposte.
E che proposte farà venerdì? Parlava di come uscire dalla crisi che ancora oggi morde l'economia delle periferie...
Se ne esce facendo squadra, tutti assieme. Qualche idea ce l'ho, ma ne parlerò venerdì alle 20.30 nella sede della Comunità di Valle. Con me ci saranno Claudio Cia, Giacomo Bezzi ma anche il candidato presidente Maurizio Fugatti.











