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Geremia Gios lancia l'alternativa al centrosinistra, con lui Borga e Kaswalder. E nessun altro

Sembrava che attorno alla proposta dell'ex sindaco di Vallarsa dovessero coagularsi le forze territoriali e della società civile. La massa critica per trattare con il centrodestra su leadership e programma sembra insufficiente

Di Donatello Baldo - 19 maggio 2018 - 18:58

TRENTO. Era la metà di marzo quando Geremia Gios annunciava la sua discesa in campo per le elezioni provinciali del prossimo autunno. Comperò una pagina del giornale per annunciare la sua 'Rivoluzione felice': "Entro qualche settimana capirò se ci sono le condizioni per questo progetto". Sono passati due mesi. Un lungo periodo che, a detta del professore, è servito per incontrare molte realtà, tante espressioni del territorio.

 

Ora comunica ufficialmente il suo progetto e le firme in calce sono soltanto tre: la sua, quella di Rodolfo Borga e quella di Walter Kaswalder. Chissà cosa c'è dietro a questi nomi, forse truppe di candidati e legioni di elettori, ma sembrava che ci dovessero essere anche i Civici di Valduga e Oss Emer, comunque qualche altro amministratore, almeno l'ombra di un'espressione territoriale e della società civile.

 

Le firme sono, oltre a quella dell'ex sindaco di Vallarsa, quelle di due consiglieri provinciali. Borga esponente di Civica Trentina, lista che cinque anni fa sostenne Diego Mosna candidato presidente, lista che ora in Consiglio può contare su di lui e su Claudio Civettini (che si è aggiunto dopo, eletto infatti con la Lega, mentre Claudio Cia Civica Trentina l'ha lasciata per fondare Agire per il Trentino).

 

Kaswalder è invece il consigliere autonomista per antonomasia, figura storica delle Stelle Alpine che dalle Stelle Alpine è stato espulso l'anno scorso. Ora ha dato vita al movimento Autonomia Popolare, gruppo che però nessuno ha mai pesato elettoralmente.

 

Quelli che si aspettavano la costituzione di un gruppo 'di spessore' che potesse poi andare a trattare con il centrodestra per la costruzione di una coalizione, magari mettendo in forse la leadership di Fugatti e gli stessi programmi di governo, sono rimasti un po' delusi. Tre persone, due gruppi politici di cui nessuno conosce il valore in termini di voti. Troppo poco, forse, per poter fare massa critica e spostare gli equilibri.

 

Nella dichiarazione inviata alle redazioni i tre affermano che "non si esclude la possibilità di ricercare alleanze con espressioni locali di partiti nazionali", senza nemmeno citare il nome di Lega e Forza Italia. Piantano il paletto e spiegano che "il dialogo con queste ultime dovrà essere condotto a partire dal riconoscimento sia della pari dignità di tutti i partecipanti sia della prevalenza degli obiettivi locali rispetto a quelli nazionali". 

 

Ma la massa critica per porre condizioni sembra insufficiente. E non aiuta una certa dose di ambiguità: non si parla mai di centrodestra, non ci si riferisce nettamente alle liste e ai partiti che per cinque anni hanno fatto opposizione al centrosinistra. L'apertura è "a tutte le persone che, con spirito di servizio, in questi anni si sono impegnate, in schieramenti diversi, per lo sviluppo della comunità trentina". 

 

Ma mettiamo per intero il comunicato, e nei prossimi giorni vedremo se ci saranno reazioni da parte della politica. Il rischio è che non ce ne siano di rilevanti e che alla fine i tre sottoscrittori, o forse neanche tutti, siano obbligati a bussare alla porta del centrodestra chiedendo permesso per entrare.

 

"Come persone che hanno a cuore il futuro della Comunità trentina ci impegniamo pubblicamente a collaborare tra noi al fine di creare un’alternativa alla coalizione ed ai partiti attualmente al governo in provincia di Trento. Alternativa che si rende necessaria affinché le nostre comunità recuperino fiducia nel futuro. Alternativa che è indispensabile per porre le basi di uno sviluppo che sappia recuperare valori antichi interpretandoli con strumenti moderni".

 

 "A tal fine riteniamo, in tempi rapidi, di poter individuare uomini, obiettivi, strumenti, in grado di rendere concreta e valutabile da tutta la comunità la nostra proposta di governo della Provincia di Trento. Per questo viene costituito un gruppo di lavoro incaricato di definire gli aspetti principali di ciò che intendiamo fare ed un coordinamento provvisorio volto a favorire, all’interno una maggior coesione ed, all’esterno, una più facile identificazione del progetto".

 

"Rimaniamo aperti al contributo di quanti condividendo la necessità e l’urgenza di un cambiamento, sono disponibili a dare il loro apporto per migliorare le nostre proposte. Apertura che riguarda anche tutte le persone che, con spirito di servizio, in questi anni si sono impegnate, in schieramenti diversi, per lo sviluppo della comunità trentina".

 

"Al fine di migliorare le possibilità di successo, non si esclude la possibilità di ricercare alleanze con espressioni locali di partiti nazionali, il dialogo con queste ultime dovrà essere condotto a partire dal riconoscimento sia della pari dignità di tutti i partecipanti sia della prevalenza degli obiettivi locali rispetto a quelli nazionali. Ci impegniamo, inoltre, a valutare insieme opportunità e condizionamenti che, nel concreto, da tali possibili alleanze possono derivare",

 

"Infine riteniamo di dover definire la nostra proposta entro il corrente mese".   

 

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