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Giunta, la Lega pigliatutto e l'accordo per Grisenti sindaco di Trento

Il leader di progetto Trentino pronto a rinunciare a7l posto in giunta per Tonina in cambio della candidatura alle prossime comunali. Mirko Bisesti, segretario del Carroccio, vorrebbe per la Lega cinque poltrone. L'assessore esterno alle materie economiche, la Sanità al presidente. Sono ipotesi, l'unica certezza è Rodolfo Borga alla vicepresidenza

Di Donatello Baldo - 08 novembre 2018 - 20:32

TRENTO. Se fosse per Mirko Bisesti la Lega si prenderebbe tutti i posti della giunta, lasciando solo la vicepresidenza a Rodolfo Borga di Civica Trentina. Cinque assessori su sei, e quello esterno 'tecnico' per guidare Sanità o Lavoro e Sviluppo economico. Un monocolore tutto verde che non lascerebbe nessuno spazio agli alleati.

 

Non a Progetto Trentino che si aspetterebbe un riconoscimento visto il risultato di Mario Tonina che ha sbaragliato con duemila e più preferenze. Ma Tonina è salito sul carro all'ultimo momento - dicono alcuni - e poi è stato organico al centrosinistra per tutti gli anni della scorsa legislatura. E poi l'assessorato che vorrebbe, l'agricoltura, è ambito dalla Lega per il rapporto con una fetta importante del loro elettorato, quello delle valli.

 

Sembra che nessuno di Progetto Trentino sia pronto a fare per lui le barricate. Lo dicevamo, si è aggiunto alla lista all'ultimo minuto, scavalcando gli altri che in un seggio ci speravano. Tonina non farebbe parte del più complesso ragionamento politico che Silvano Grisenti, il patron di Progetto Trentino, sta portando avanti. Anzi: ne farebbe parte come pedina sacrificabile.

 

Capiamo come. Progetto Trentino potrebbe cedere e non rivendicare nessun posto, togliendo le castagne dal fuoco a Fugatti in cambio di un accordo: il nostro leader sindaco di Trento. Infatti, che Grisenti miri a tornare nell'amministrazione del capoluogo è cosa nota. La sua storia politica inizia lì, assessore ai lavori pubblici con Dellai. Poi con Dellai il salto nella giunta provinciale, ma è il comune di Trento il primo amore.

 

Vorrebbe fare il sindaco e Fugatti, nelle dichiarazioni degli ultimi giorni, non lo ha escluso. Serve però l'appoggio della Lega e bisogna meritarselo: uno dei modi è quello di non impuntarsi per avere un posto nella giunta provinciale e lasciare così alla Lega il controllo totale sull'esecutivo.

 

Dunque, le quotazione di Tonina in giunta scendono. Esclusa anche la partecipazione tra gli assessori di Agire e Forza Italia, con Claudio Cia e Giorgio Leonardi a bocca asciutta. Qualche possibilità (se non passa la linea di Bisesti e la Lega si accontenta di quattro consiglieri al posto dei cinque che vorrebbe), ce l'avrebbe Walter Kaswalder, anche se è più probabile che per lui si prospetti un ruolo in giunta regionale.

 

Rimane l'assessore esterno, che Fugatti vorrebbe affidare a un 'tecnico' non riconducibile alla Lega. I nomi che girano non sono confermati, e come al solito spunta anche quello di Ilaria Vescovi: la delega sarebbe quasi certamente quella economica. Si credeva che il tecnico potesse occuparsi del delicato tema della Sanità, ma sembra che questa delega voglia tenersela direttamente il presidente.

 

Prima di dare conto del totogiunta che tanto appassiona, aggiornando i rumors delle ultime ore, c'è da dire dei malumori che già serpeggiano all'interno della nuova coalizione. I partiti piccoli, che hanno capito che saranno esclusi, non l'hanno presa bene: "Se fossero confermate queste indiscrezioni, con la Lega che si prende tutto, partiamo male. E' vero che da soli hanno fatto il 27% ma per arrivare al 46 siamo serviti pure noi". 

 

La prospettiva di passare cinque anni a fare i peones che votano quando il presidente alza il pollice, consiglieri semplici senza potere, non è allettante. Alcuni vivrebbero questo ruolo come un'umiliazione, obbligati a fare numero senza possibilità di incidere su alcunché. Le pressioni, affinché in qualche modo tutti siano soddisfatti, arrivano alla presidenza da più parti.

 

E poi, non è una novità, l'arrembaggio di Grisenti - condannato, uomo che è cresciuto con Dellai, considerato il ras dei poteri forti - non è un boccone facile da mandare giù. Tra chi ha sostenuto il centrodestra, e che dalla giunta di sicuro è fuori, ha fatto dell'onestà e della critica alle cricche alla Grisenti il cavallo di battaglia. 

 

Ma vediamo come si compone lo schema, con Fugatti presidente e Borga, questo è certo, vicepresidente. L'esponente di Civica Trentina, ora malato, chiede di poter prendere servizio tra qualche mese: a lui andrebbero gli Enti locali. L'altra certezza sembra essere quella di Roberto Failoni al Turismo. 

 

Anche Mirko Bisesti potrebbe andare in giunta, con delega a Cultura oppure Istruzione. Se invece Fugatti lo volesse capogruppo in consiglio provinciale, anche per tenere assieme un gruppo di inesperti e per rintuzzare gli attacchi dell'opposizione, queste deleghe potrebbero andare a Stefania Segnana, in pole position anche per Welfare e Famiglia. 

 

Lei, deputata a Roma eletta nella quota proporzionale, se si dimettesse non sarebbe necessario convocare nuove elezioni: per questo è quasi certo che andrà in giunta. Qualche dubbio sulle altre due deputate elette a Trento, Giulia Zanotelli e Vanessa Cattoi. Per loro, se lasciassero la Camera dei Deputati, si andrebbe alle elezioni suppletive. Così come per Fugatti in Valsugana

 

Cosa deciderà Salvini? Aveva detto che non si può portare gli elettori a votare ogni tre mesi - politiche, provinciali, di nuovo provinciali suppletive e a giugno le europee - bisogna accorpare le elezioni: anche per questo Fugatti è ancora in carica come deputato, nonostante siano incompatibili le cariche.

 

Comunque, se dovesse optare per rimanere a Trento, a Giulia Zanotelli potrebbe andare l'assessorato all'agricoltura, in caso contrario andrebbe a Roberto Pacher. Quest'ultimo, se non diventasse assessore, potrebbe diventare presidente del Consiglio, così la Lega si prenderebbe anche la guida dell'Assemblea legislativa, facendo quasi l'en plein di tutte le cariche disponibili in Provincia e in Consiglio provinciale. 

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