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''Ha tradito il mandato popolare''. Il Patt contro Vanessa Cattoi, eletta in Provincia sceglie di rimanere a Roma

Conci e Aprone, dirigenti delle Stelle Alpine: "Ha chiesto agli elettori il voto per rappresentarli nel Consiglio provinciale ma agisce per tornaconto politico rimanendo deputata". E un'altra accusa: "Da quando è parlamentare disattende il suo impegno da consigliera comunale disertando quasi tutte le sedute"

Pubblicato il - 16 novembre 2018 - 19:24

TRENTO. "Sono 1.363 i trentini che le hanno dato fiducia, di cui 1.200 in Vallagarina. Le hanno dato fiducia il 21 ottobre - dicono arrabbiati - credendo davvero che avrebbe onorato l'impegno che stava garantendo chiedendo il loro voto per essere rappresentati in Provincia".

 

Lorenzo Conci e Francesca Aprone, il coordinatore della Vallagarina e la segretaria della sezione di Ala del Patt, se la prendono direttamente con Vanessa Cattoi, la leghista eletta in Consiglio provinciale ma che ha deciso di rimanere deputata a Roma.

 

"Qualche giorno fa è stata presentata la composizione della nuova giunta provinciale - scrivono i due esponenti delle Stelle Alpine - e si è fatto chiarezza su quali e quante delle parlamentari elette a Roma in primavera per rappresentare le istanze della nostra terra, si dimetteranno dagli scranni romani per approdare in Provincia".

 

"Da ciò si è appurato che la deputata leghista Vanessa Cattoi, eletta a marzo nel nostro collegio di Rovereto e poi candidata alle elezioni provinciale del 21 ottobre, ha deciso di sottrarsi al mandato popolare che lei stessa ha chiesto ai cittadini trentini meno di un mese fa, scegliendo di rimanere a Roma".

 

Ma di quei tanti voti dati il 21 ottobre, osservano Conci e Aprone, 683 erano di cittadini alensi. "Gli stessi alensi che nel 2015 le avevano dato fiducia eleggendola consigliera comunale di minoranza, compito che disattende sistematicamente da quando è deputata nonostante le sedute siano state spesso programmate di lunedì, giorno in cui i parlamentari non sono a Roma".

 

"La Lega di Ala e Vanessa Cattoi hanno quindi di nuovo preso in giro gli elettori alensi, altre 683 volte". Perché secondo i due dirigenti del Patt "non si può chiedere la fiducia della gente due volte nello stesso anno sapendo che nell'uno o nell'altro caso quella fiducia verrà tradita".

 

La Sezione del Patt di Ala ed il Coordinamento della Vallagarina "vogliono stigmatizzare tale 'disinvoltura politica', ricordando che non si possono usare gli appuntamenti elettorali per personali tornaconto o per meccanismi partitici finalizzati al raggiungimento del potere ad ogni costo".

 

E ancora: "Non si possono tradire così gli elettori ai quali si chiede la fiducia con ragionamenti che nulla hanno a che fare con le richieste della popolazione che si esprime attraverso il voto, e che in questo modo vengono sistematicamente disattese. Di questo modus operandi speriamo che i trentini si ricorderanno".

 

Ma soprattutto, sottolineano Conci e Aprone, "speriamo che se ne ricorderanno specialmente gli alensi nel 2020 quando saranno chiamati a rinnovare il consiglio comunale. Di sicuro - sottolineano -  noi ve lo ricorderemo. Il voto è una cosa seria. Chiedere fiducia alla gente è una cosa seria. Tradire il mandato popolare è un atto politico grave  - concludono -  e pertanto va fortemente condannato".

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