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I leghisti portano le uova alla sede del Pd: ''Un gesto simpatico per stemperare i toni''

Goliardata del segretario provinciale della Lega Mirko Bisesti con il consigliere comunale Devid Moranduzzo e l'immancabile Daniele Demattè. Una provocazione che non aiuta certamente a migliorare il clima

Di Luca Pianesi - 04 agosto 2018 - 14:13

TRENTO. Lo hanno fatto per ''stemperare i toni'', dicono loro, ''un gesto fatto con simpatia'', aggiungono. Ovviamente il segretario provinciale della Lega sa che non è così. Quella di oggi è una goliardata che, non discutiamo, qualcuno potrà ritenere anche simpatica ma certo non aiuterà ad ''abbassare i toni'' e a ''stemperare gli animi''. Serve, semmai, a scavare un solco ancor più profondo tra le parti, tra gli elettori, quando, il momento storico richiederebbe tutto tranne che gesti simili.

 

Poco fa, intorno alle 13, il segretario provinciale della Lega Mirko Bisesti, accompagnato dal consigliere comunale Devid Moranduzzo e dal fido militante Daniele Demattè si sono recati alla sede del Partito democratico di Trento per consegnare delle uova. "Un segno di pace verso i signori del Pd - hanno detto in diretta Facebook - nostri antagonisti a livello politico ma credo sia giunto il momento di usare il buon senso. Noi siamo qui per dimostrare che dobbiamo abbassare i toni. Un gesto di simpatia. Crediamo che la prima cosa da fare per chi fa politica non sia avere un nemico e attaccarlo ma cercare di risolvere i problemi della gente che non si risolvono dicendo che Salvini è un razzista e la Lega un partito xenofobo. Riportiamo un po' di buon senso".

 

 

Difficile ci fosse qualcuno alle 13 di sabato 4 agosto e infatti nessuno ha aperto ai tre giovani apparsi molto divertiti dalla loro azione. Ma il gesto resta ed è stato portato comunque a termine. Il perché di questa operazione è facilmente intuibile. Qualche giorno fa il caso dell'atleta azzurra Daisy Osakue colpita da un uovo all'occhio che aveva fatto pensare all'ennesimo atto di violenza a sfondo razzista. Poi la scoperta: sono stati tre ragazzi italiani uno dei quali figlio di un consigliere comunale del Pd.

 

Apriti cielo: i leghisti hanno tirato un sospiro di sollievo e via di sfottò e battute per dire che il razzismo non c'è, che comunque non c'entra il clima creato dal governo Salvini e che alla fine tutto si risolve con una risata. E invece no. E' passato un giorno e a Napoli un venditore ambulante con regolare permesso di soggiorno è stato raggiunto da un colpo di pistola alla gamba esploso da due ragazzi a bordo di uno scooter, mentre a Pistoia un parroco ha denunciato due uomini che al grido "Negri di merda" hanno sparato a un giovane ospite della parrocchia. Il fatto che tutti avessero pensato si trattasse di un'aggressione a sfondo razzista, quello a Daisy Osakue, è stato un automatismo dovuto al fatto che in meno di due mesi sono state certificate almeno 15 aggressioni a persone di colore con un morto

 

Non proprio un clima di pace e tolleranza. Insomma Bisesti e i suoi due amici, che ultimamente assomigliano sempre più a tre goliardoni che si esprimono a provocazioni (tre giorni fa si sono presentati in Piazza Duomo con dei cartelli per dire ''io sto con i Trentini'' per ribattere a quelli che in questi giorni stanno esprimendo solidarietà a profughi e migranti) più che a dei politici, farebbero bene a ridere un po' meno. La situazione è grave ed è soprattutto seria (parafrasando le note parole di Flaiano) nel nostro Paese. I problemi sono tanti e concreti e dai politici, in particolare da quelli locali che si candidano a guidare un territorio, ci si aspetta qualcosa di più che delle battute. Altrimenti si rischia la frittata. 

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