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Il centro si è sgonfiato, Valduga e Gios volevano andare oltre la destra e la sinistra. Ma sono rimasti soli

Sia i Civici che la formazione del professore avevano l'obiettivo di coalizzare forze territoriali per la costruzione di un nuovo polo. Ma le due ipotesi si sono un po' alla volta ridimensionate, fino a scomparire

Di Donatello Baldo - 08 agosto 2018 - 06:02

TRENTO. Volevano fare un'incursione tra la 'stanca' politica che si divide ancora sulle idee, tra la destra e la sinistra che considerano vecchi arnesi del passato utili solo per i cartelli stradali. Volevano ricondurre tutto al centro, neutrali in politica e ragionieri nell'amministrazione.

 

Volevano conquistare il popolo stanco delle coalizioni, dei politici e dei vecchi partiti con il simbolo, le tessere, le riunioni e le decisioni prese in assemblea. Volevano i sindaci al potere, gestire la Provincia come si fa in Comune, innalzare il buonsenso a filosofia di governo.

 

Volevano vincere, ma sembra che non riescano nemmeno a mettere insieme una lista per le prossime elezioni. Anche perché, fatta la lista, devono pur trovare un candidato presidente. I Civici di Valduga hanno scoperto che Valduga non c'è più: di lasciare lo scranno di primo cittadino a Rovereto non ci pensa proprio.

 

L'avrebbe lasciato se avesse avuto la certezza dell'elezione, ma non a consigliere semplice, troppo poco. Lasci la guida della seconda città del Trentino minimo minimo per fare l'assessore. Ma da soli, i Civici, non potevano più andare da nessuna parte: l'intento di spaccare le coalizioni, e ricomporre al centro, è andata male. Fine della storia.

 

Potranno, forse, presentarsi alle elezioni per testimonianza. Un seggio lo possono anche fare, anche due se gli va bene: ma chi metteranno come candidato presidente? Il sindaco di Pergine Roberto Oss Emer non ci pensa neanche. Più probabile quello di Tione Mattia Gottardi. Vedremo.

 

Ma nel centro ha provato a costruire qualche cosa anche Geremia Gios, il professore, quello che propone una Rivoluzione Felice per il Trentino. Prima era trina la composizione: Kaswalder, Gios e Borga, il Kgb, dicevano simpaticamente. 

 

Poi la K se n'è andata, e l'autonomista ha preferito aggiungersi con la sua Autonomia popolare al centrodestra. Poi se n'è andata anche la B, con la Civica Trentina di Rodolfo Borga in dirittura di arrivo verso Fugatti, pronti a sedere nella coalizione da cui tanto avevano preso le distanze fino a ieri. 

 

Geremia Gios è rimasto lì da solo, e sono ormai tanti quelli che scommettono sul suo abbandono. Nemmeno si presenterà alle elezioni, e pensare che sembrava che anche lui riuscisse nell'intento di fare un'altro polo, oltre il centrodestra e oltre il centrosinistra

 

Niente, ormai sembra che al centro non ci sia più nessuno, e comunque nessuno in grado di far saltare gli equilibri. Rimane Roberto de Laurentis con la sua nuova formazione "Tre", rimane Mauro Ottobre con "Autonomia Dinamica". Null'altro, o poco altro.

 

Gios, i Civici, volevano fare un'incursione tra la stanca politica che si divide sulle idee. Ma forse a mancare, sono state proprio le idee. E la strategia.  

 

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